The Battle of Hastings

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Caravan
Etichetta: Transatlantic Records
Uscita: year
Durata: 52:21
Voto: 3.5/5

La battaglia di Hastings è stata uno spartiacque nella storia inglese: segnò l’arrivo di Guglielmo il Conquistatore e il lungo dominio dei bellicosi Normanni sull’Inghilterra. Ma »The Battle of Hastings« è anche il titolo del dodicesimo album in studio dei Caravan, leggende della scena prog rock di Canterbury, uscito nell’autunno del 1995, cioè tredici anni dopo l’ultimo album ‘regolare’, »Back to Front« (1992), e un anno dopo la raccolta di materiale del 1977 messo insieme alla bell’e meglio, intitolata »Cool Water« (1994).

Il titolo dell’album è in sostanza un’allusione al cognome del capoccia di lunga data dei Caravan, il chitarrista e cantante Pye Hastings, ma risuona in qualche modo con l’aura da vecchia Inghilterra che accompagna la leggendaria band praticamente fin dagli esordi. Nella prima metà degli anni Novanta Hastings suonava dal vivo insieme al tastierista David Sinclair come membro della (super)band progressive rock Mirage, formata da ex membri di Camel e Caravan. Con il sostegno e l’incoraggiamento dell’etichetta HTD, Hastings e Sinclair decisero di registrare un album dei Caravan completamente nuovo, una sorpresa enorme e bellissima anche per tutti i fan di vecchia data.

Alle registrazioni del nuovo disco si sono uniti il batterista originale Richard Coughlan, purtroppo ormai scomparso, Geoffrey Richardson, di ritorno a viola e chitarra aggiuntiva, e il nuovo bassista Jim Leverton (ex-Blodwyn Pig, Steve Marriott). Quest’ultimo è stato proposto a Pye come nuovo bassista dei Caravan proprio da Richardson, suo vecchio compagno di merende, dopo che il membro originale Richard Sinclair aveva di nuovo ‘dato buca’. Come ospite ai fiati si è fatto valere ancora una volta il fratello di Pye e collaboratore ‘esterno’ di lunga data Jimmy Hastings, che durante la registrazione dei singoli brani era in splendida forma. La novità piacevole e moderna nel sound dei Caravan è stata soprattutto l’arrivo dei mandolini.

»The Battle of Hastings« è segnato da una rivitalizzazione sonora ed è un ritorno almeno in parte riuscito dei Caravan ai vecchi e inconfondibili standard di arrangiamento, visto che la maggior parte dei pezzi scritti da Pye Hastings è di nuovo di alto livello. Il contributo di Sinclair, come compositore e alle tastiere, ha ottenuto un successo tutto particolare con il brano dal taglio commerciale »Travelling Ways«, con Leverton alla voce solista, che in un attimo si è guadagnato passaggi sulle radio di tutta la Gran Bretagna: per una band (pionieristica) del progressive rock, a metà anni Novanta, un traguardo che sfiorava la fantascienza. In Irlanda »Travelling Ways« è arrivato addirittura in alto nella classifica musicale degli studenti, e sulla posizione ha sicuramente pesato l’atmosfera da pub, atipica per i Caravan, e la struttura stessa del pezzo, che ricorda un po’ il cosiddetto pub rock e il folk rock.

Il ritorno di Richardson ha significato più arrangiamenti d’archi frizzanti, di quelli con cui in passato la band faceva impazzire il pubblico, anche se alcuni brani di »The Battle of Hastings« avevano ancora più a che fare con il pop rock, al massimo con l’art rock, che con il progressive. Un esempio è »Liar«, che, soprattutto per via del ritornello e delle tessiture di sintetizzatore, ha quasi più in comune con il rock melodico/AOR che con il prog rock, anche se singoli arrangiamenti restano legati all’eredità sonora di questa leggendaria band.

L’opener, tinta di chitarre acustiche, »It’s a Sad, Sad Affair«, ti riporta subito alla mente certi standard dei Caravan di un lontano passato, con la differenza importante che qui tutto è piegato alla melodia e non c’è traccia di improvvisazioni complesse. Anche le ballad »Somewhere In Your Heart« e »Cold As Ice«, ornate di solenni arrangiamenti orchestrali, con quei bellissimi arrangiamenti d’archi che entusiasmano in particolare, risvegliano la nostalgia dei classici di un tempo, anche se sono lontane ‘anni luce’ da ciò che i Caravan sapevano fare nei loro anni migliori. La burlesca »Wendy Wants Another 6” Mole”«, che prende in giro la vanitosa svampita Wendy, è invece una prova spassosa e al tempo stesso tenera del fatto che i Caravan, con gli anni, non hanno perso quell’umorismo frizzante e promettente che caratterizzava i testi di alcuni dei loro pezzi più amati del passato. Positivisti e burloni di pari livello chiudono l’album con »I Know Why You’re Laughing«, dove torna a splendere il loro finissimo senso nel costruire strutture ritmiche melodiche e nel creare splendide armonie vocali sotto la guida entusiasta di Pye al canto.

»The Battle of Hastings« è stato un ritorno per nulla travolgente, ma comunque solido, per i campioni di Canterbury, ormai dati praticamente per spacciati. In realtà, allora praticamente nessuno al di fuori della cerchia più ristretta attorno alla band si aspettava un nuovo album in studio, e il fatto che sia stato il loro lavoro più interessante dal 1976, anno di »Blind Dog At St. Dunstans’«, ha senza dubbio contribuito a far sì che i Caravan, dopo il 1995, riuscissero a restare a galla sulla scena prog, che in quel periodo viveva cambiamenti straordinari grazie al ritrovato interesse per i pionieri del genere.

Formazione

Pye Hastings – voce, chitarra elettrica
Dave Sinclair – tastiere, cori
Richard Coughlan – batteria
Jim Leverton – basso, cori
Geoff Richardson – chitarra acustica, clarinetto, mandolino, violino, chitarra elettrica, cori

MUSICISTA OSPITE:
Jimmy Hastings – fiati

Produzione

Caravan

Tracklist

1. It’s a Sad, Sad Affair
2. Somewhere in Your Heart
3. Cold as Ice
4. Liar
5- Don’t Want Love
6. Travelling Ways
7. This Time
8. If It Wasn’t for Your Ego
9. It’s Not Real
10. Wendy Wants Another 6″ Mole”
11. I Know Why You’re Laughing

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