The Drinkers – A caccia di Heidi tra i filari! (2008)
Data dell’intervista: 13.06.2008
Se tu non vai da The Drinkers, saranno The Drinkers a venire da te. Fin dalla nascita di RockLine, nel marzo 2006, è nota la solida alleanza tra questa band di pervertiti alcolici del rock n’ roll e il nostro web-zine al galoppo; del resto RockLine ha preso il suo primo vento nelle vele quando è salpato il 24.02.2006, sputando come primo articolo in assoluto il reportage di un concerto dei The Drinkers all’Orto Bar (Lubiana). Ma lasciamo stare gli sfoghi sentimentali che fanno venire gli occhi lucidi, quelli teniamoli per un’altra volta.
Come si fa a intervistare i The Drinkers in uno dei festival più prestigiosi che si tengono ogni anno in Europa, cioè al Nova Rock festival? Roba che appartiene decisamente al regno della scoperta della vita su Venere e Nettuno. Come si fa, tra l’altro, a intervistare i The Drinkers, i cui membri sono sempre fino ai denti “incasinati” ciascuno con i propri affari? O sbucano in TV, o oltre alla band madre sono impegnati in altri gruppi, e intanto sono veri protagonisti che cercano giovani talenti e danno una mano alle band che devono ancora farsi vedere e dimostrare quanto valgono. Uomini che non girano mai intorno alle cose e uomini che il loro linguaggio schietto ha già frustato più volte, visto che oggi per gli yuppie sloveni ai “piani alti” è sempre più difficile da capire, oppure gli mette una paura addosso. Insomma, i The Drinkers sono quei rari rocker sani che il bluff non sanno nemmeno cosa sia. Rispetto.
Andiamo al Nova Rock festival. Pianti la tenda, vai a zonzo, fai l’occhiolino agli hot-dog danesi, quando ti viene incontro una faccia sorridente e molto nota. Occhiali da sole sotto un cappellino “Jocker”. Maki! Maki in carne, ossa e barba in mezzo al nulla. In un prato falciato a perdita d’occhio, a un chilometro dai prati ancora più sterminati dell’Ungheria e poi dalle distese dell’Asia, in qualche angolino sperduto e dimenticato da Dio dell’Austria. E per giunta in mezzo a 120.000 persone, per lo più austriaci neotenici che hanno appena cominciato a cambiare i denti da latte con la vera formula dentaria della specie Homo sapiens. Che ci vuoi fare. A un tipo sempre cordialmente sorridente, positivo e carismatico come Maki è difficile sfuggire. Subito chiacchiere e, dopo qualche minuto di riscaldamento, ovviamente l’invito a un’intervista, che c’è stata il secondo giorno del festival, il 14.06.2008, poco dopo le 11.00. Per un po’ abbiamo cercato l’ombra, poi abbiamo puntato tutte le nostre carte sull’impenetrabilità di cappelli e occhiali da sole. Per fortuna soffiava vento e portava via il caldo. Maki ha pubblicizzato allegramente una bottiglia di Jaeggermeisster ormai vuota, trovata sotto i piedi, come si addice a un vero legionario dei The Drinkers, e poi si è partiti a parlare di…
RockLine: Dimmi, che combinano i The Drinkers in questi giorni?
Maki: Il bassista, dopo una promozione pesante, con la gamba rotta e dopo una dura battaglia con quantità eccessive di, ehm… credo fosse proprio Jaeggermeisster, si è rimesso di nuovo in piedi felicemente. Ora cammina di nuovo normalmente senza stampelle. Visto che è estate, non posso non citare la nostra esibizione al Viva La Pola!, dove è salito sul palco con le stampelle e ha suonato seduto.
RockLine: Parliamo di Miro Mutvar, giusto?
Maki: Miro, sì. Il nostro Miro Mutvar, che colgo l’occasione per salutare. Anche un gradino di 30 cm può causarti una frattura complicata del tallone. Per il resto abbiamo sfornato il nostro ultimo singolo “Hajdi lovim v brajdi”.
RockLine: Come influisce sui The Drinkers questa “caccia” a tappeto in tutta la Slovenia, se posso dirlo in senso positivo, ai Niet, cioè il loro attuale rinascimento e la riattivazione del gruppo? Il bassista Miro Mutvar è completamente impegnato con loro, e il vostro chitarrista Robert Likar suona la chitarra anche nei Niet, giusto?
Maki: Per i The Drinkers i Niet sono in questo caso un extra, una variazione, come lo sono per il rock in Slovenia, parlo proprio della scena rock. Mi sembra importante che i Niet tornino a promuovere il rock come lo intendono loro. Il loro principio rock è un principio sano di promozione del vero rock. L’abbiamo visto e vissuto poco tempo fa alle Križanke di Lubiana. Quello che mi rattrista, invece, parlando dei Niet, è il fatto che nelle radio nostrane passi a tutto spiano la loro cover, nelle mani dei Dan D, e questo può essere fuorviante. In realtà, nel caso dei Niet si tratta di un grande ritorno. In estate sono previsti molti festival con i loro concerti. E il nostro Robi, intanto, sprizza energia come mai prima. Ma niente di tutto questo influirà sul lavoro dei The Drinkers. Le nostre date dei concerti restano intatte e il lavoro nella band prosegue senza intoppi. I The Drinkers restano la priorità.
RockLine: Tra pochi giorni tornate sui palchi, voi The Drinkers. Si passa all’azione, insomma!
Maki: Prima suoniamo a giugno al Roxly klub di Lubiana, il giorno dopo a Jevnica al festival, dove ci sono anche i gruppi di supporto, credo i Pain The Ass ecc… La nuova leva slovena.
RockLine: Pain in the Ass? Sono quelli che durante i concerti si tirano addosso la carta igienica?
Maki: Sì, ah, ah… La risposta alla cortina di ferro e alla giornata della gioventù, ah, ah, ah… Poi seguono il 5 e il 6 luglio, e il Klumpanje a Sevnica. Op là, un’altra cosa. In questi giorni, mentre siamo seduti qui insieme al Nova Rock festival, i The Drinkers avrebbero dovuto suonare a un grande raduno di motociclisti a Praga, ma purtroppo avevo comprato il biglietto per il Nova Rock festival un mese prima, quindi abbiamo dovuto annullare quell’esibizione, e mi dispiace, però d’altra parte non c’è niente di meglio dello “Jaeger”, del Nova Rock festival e di incontrare quelli di “Rockline”, ah, ah…
RockLine: Ormai è una tradizione. RockLine e The Drinkers sono sempre stati buoni alleati.
Maki: Non è divertente? In mezzo a 100.000 persone qui al Nova Rock festival, ti incontro. Ovvio che dobbiamo restare uniti.
RockLine: La scena punk in Slovenia è tornata a finire sotto i riflettori, proprio grazie alla reunion dei Niet, ma d’altra parte secondo me noi sloveni ancora non abbiamo una sana musica rock mainstream. Tu che ne pensi di tutto questo?
Maki: La cosa è pronta a tornare, intendo il punk, bisogna solo svegliarlo un po’. Qualche media ha già capito che con questo quasi-pop da noi non sopravviverà. Per esempio Radio Oktal passa musica piuttosto sana. Per carità, non sono chissà che sostenitore delle stazioni radio, e anche noi The Drinkers non andiamo più a fare interviste alle radio. Ma in generale esiste un certo potenziale perché il vero rock in Slovenia si risvegli di nuovo. Per esempio, noi The Drinkers collaboriamo molto bene con la band Nove Konzerve, che secondo noi ha un buon potenziale. Sai, noi The Drinkers sulla “nazionale” non ci possiamo arrivare comunque, ma quando andiamo sul campo, ai nostri “spettacoli” c’è sempre una vera festa.
RockLine: I vostri concerti sono sempre pieni e con il vostro repertorio non ci si può aspettare altro che il delirio sotto il palco. I concerti li avete pieni, no?
Maki: I concerti sono pieni. Sì, noi suoniamo rock semplice, molto accessibile, senza ritornelli complicati, per far baldoria. Restiamo fedeli alla nostra tradizione. Senza “buchini nelle scarpette”, quello lo canti Cristo.
RockLine: Avete fuori il nuovo singolo. Raccontaci qualcosa di più.
Maki: Sì, allora funziona così. L’album è uscito alla fine del 2007, il master è stato fatto al Metro studio di Lubiana, abbiamo registrato 14 pezzi. Posso vantarmi di aver venduto completamente la prima tiratura di 400 copie. La ristampa del disco uscirà il 14.06.2008. Aspetta un attimo… Quando? Ma oggi è il quattordici?
RockLine: Già.
Maki: Fantastico. Oggi ci arrivano i CD dalla Polonia! La ristampa costa meno, perché abbiamo “sborsato” parecchio. Il CD sarà inserito solo in un cartoncino e nella ristampa mancheranno due pezzi, per evitare richieste di vari diritti d’autore. Comunque per il nuovo album abbiamo registrato ancora una volta il pezzo “Ko to tamo peva” con la mia voce. Abbiamo cominciato a promuovere l’album prima di tutto con il brano “Tine rine”, che è stato il nostro primo “singolo”, poi è seguito “Hura! Hura! (Nažrem se ga lahk’ doma”), il terzo singolo è stato “Šnopc, je reku stari mož”, con tanto di videoclip. Ora ci siamo fermati a “Heidi”, perché ci sono finiti i soldi.
RockLine: “Šnopc je reku stari mož”. Che acume, ah, ah… la vostra ideologia The Drinkers vive ancora, ma in una veste nuova.
Maki: “Šnopc je reku stari mož, potem so ga odnesli v grob”, ah, ah, ah… Beh, ogni tanto dobbiamo mettere l’accento sul messaggio che ogni tanto, però, non fa troppo bene esagerare con le bevande alcoliche. Ogni tanto offriamo anche messaggi benintenzionati di questo tipo.
RockLine: Bene, ma chi da voi se ne esce di solito con idee così selvagge per i pezzi?
Maki: Principalmente Koza e io, anche Likar, ma in generale è Koza che ha scritto parecchi pezzi. “Hura! Nažrem se ga lahko doma” si adatta a questo sistema capitalista. Te lo immagini? “Spet konec šihta, v gostilno zavijem, tam se ga bom nažr’u k’ žva’u”. Siamo piuttosto sinceri. Forse anche troppo. E magari è per questo che poi ci tartassano, perché poi alla RTV SLO non ci invitano mai.
RockLine: Secondo me è l’unica strada sana. Questa autenticità. Da artista devi esprimere quello che ti rode dentro. Questa autenticità è importantissima per una sana immagine del rock. Penso che voi The Drinkers, con la vostra franchezza, siate uno dei principali portabandiera di una sana cultura rock nello spazio sloveno, e soprattutto è importante per i gruppi giovani, perché imparino a distinguere e si orientino più facilmente.
Maki: Ma noi The Drinkers non promuoviamo l’alcol. Promuoviamo solo gli effetti dell’alcol, mentre l’alcol lo promuove, che so, Natalija Verboten nella pubblicità della birra Union. Nei nostri testi diciamo solo quello che vediamo. Il riflesso di uno specchio. Quindi…. Una gamba sana da Mutvar e si va avanti!
RockLine: Come singoli siete membri dei The Drinkers, e quando non siete i The Drinkers siete molto attivi. Koza, per esempio, ha un’altra band, Astrid Lindgren, giusto? Tu compari in TV, Likar è dei Niet,… Siete bravi. Come fate a far andare tutto?
Maki: Forse influisce il fatto che siamo sparpagliati in tutti gli angoli della Slovenia. Uno è di Logatec (il nostro batterista Macho), poi Koza è di Ivančna Gorica, io sono di Grosuplje, Miro di Lubiana, Likar di Jevnica. Ultimamente abbiamo anche fatto meno prove. Lo dice il nostro bassista Miro, non me lo sono inventato io, che dovrebbe provare chi non sa suonare. A me non fa più ridere, perché dobbiamo davvero provare di più.
RockLine: Il nuovo album dei The Drinkers è anche il tuo primo album ufficiale dei The Drinkers, con la tua voce.
Maki: Sì. Prima per due anni, anzi un anno e mezzo, ero il chitarrista, poi sono passato alla voce. Poi c’era anche quella sfortunata band DDV.
RockLine: Come, quando e dove ti hanno “agganciato” i The Drinkers, tanto da finire da loro nel ruolo di cantante?
Maki: All’inizio ero il chitarrista ritmico dei The Drinkers. Poi il tastierista ha lasciato la band, in più avevo la formazione DDV e così suonavo in entrambi i gruppi. Dovevo gestire perfino i Bon Jovi. Dopo due anni la barca DDV ha cominciato ad affondare e alla fine si è sfasciata, quando saremmo dovuti partire per un tour in Germania. Uno dei nostri membri DDV non voleva andare a quel tour. E poi mi hanno posto la condizione: scegliere tra i The Drinkers e i DDV. Inizialmente ho scelto i DDV, perché avevamo questo tour in Germania già annunciato. Poi i DDV si sono sciolti. Koli, l’ex cantante dei The Drinkers, in quel periodo era pure rompiscatole, con l’ego pesava sicuro 300 kg e in quel periodo ha lasciato la band anche lui. E mi chiama Likar: “Ehi, vieni dai Drinkers?” Ho pensato: “Di nuovo chitarra.” E la risposta dall’altra parte della cornetta è stata: “No, no. Canterai.” E questo è tutto.
RockLine: Ma è stata una decisione coraggiosa dei The Drinkers. Tu e Koli? È un contrasto da “The Beauty and the Beast”.
Maki: Eh, beh. Koli era un po’ più grosso, e…
RockLine: … i ragazzi ti hanno spinto a ingrassare e cose così…?
Maki: Ovvio. A 300 kg, e mi compravano pure i buoni per McDonald’s. Ora che Koli non c’è, abbiamo un campo da tennis nel furgone.
RockLine: Prego?
Maki: Si è liberato tutto d’un tratto così tanto spazio nel furgone.
RockLine: Un vero “Rolling Stone mobile”, insomma, ah, ah, ah…
Maki: Ah, ah, ah,… Comunque Koli è un’icona. Naturalmente io lo rispetto, noi The Drinkers restiamo amici suoi. La storia dei The Drinkers va avanti con me. Ora è arrivato il disco “Heidi”. In certi posti l’album ha preso bene, in altri no. Ci abbiamo buttato un sacco di soldi.
RockLine: Cosa offre di particolarmente nuovo l’album “Heidi”?
Maki: 12 brani nuovi, più le cover “Ko to tamo peva” e “Lep dan za smrt”, un pezzo che i media non hanno fiutato e che abbiamo registrato con un ospite speciale, il chitarrista originale dei Niet. Volevamo registrare anche il pezzo “Jaz sem na liniji” dei Pankrti, ma ci hanno rifiutati, perché a quanto pare avevamo fatto un pezzo troppo bello per la compilation. Sì, al posto di quel pezzo che volevamo dare, nella compilation hanno preferito lo stesso pezzo con una specie di “sega”, una sega che si sente all’inizio, i Rotor band o qualcosa del genere…
RockLine: Aspetta, questa non la capisco. Per una compilation alternativa, un “tribute to Pankrti” o come si chiama, siete troppo bravi, per la RTV Slovenija troppo rock n’ roll ribelli?
Maki: Sì, sai come funziona? Proviamo ad accordarci per un concerto a Metelkova nel club Gromka, suoniamo pezzi punk, abbiamo un Nietovec in band, e ci dicono che non rientriamo nel loro programma. Ma noi non ci arrendiamo. In estate abbiamo già riempito l’agenda di concerti.
RockLine: Forse è presto, ma dimmi. Si sta già preparando qualche piano per il nuovo album, il successore di “Heidi”?
Maki: In realtà ci sono già parecchi pezzi pronti per il nuovo album. Già in questo momento. Anch’io ho già qualche idea. Proprio oggi ci stavo pensando… “HIV – negativ”.
RockLine: Com’è in realtà il processo con cui nasce un album dei The Drinkers? Chi scrive la musica e come mettete insieme i pezzi?
Maki: Koza, Likar e io, anche Miro dà una mano. Per esempio Koza scrive un pezzo, poi ci vediamo in sala prove e lo proviamo. Il nostro batterista ora suona anche nel gruppo Krema, che a settembre di quest’anno pubblicherà un album, quindi proprio in questo periodo provano un sacco. I The Drinkers sono quindi multidisciplinari.
RockLine: La vostra multidisciplinarità vi permette di offrire una sana gamma di servizi alle band giovani, così si orientano più facilmente.
Maki: Ci sforziamo sempre di aiutare le band giovani, perché sappiamo che in Slovenia è dura. Cerchiamo di promuovere tante band promettenti attraverso i nostri concerti. Siamo sulla scena da molto tempo e sappiamo come vanno le cose, quindi aiutiamo sempre, se possibile.
Maki: Per esempio i nostri Miro e Robi sono entrambi padri di famiglia, da questo punto di vista hanno tempi piuttosto stretti. Eppure, per dire, Robi punta sempre a scoprire gruppi giovani, a “spingerli” avanti. Ci approcciamo senza un briciolo di divismo. Sai, mi hanno chiesto in Slovenia: “Cos’è questo divismo?” In pratica, in Slovenia significa che dal macellaio ti danno un pezzo di carne in più. Il divismo in Slovenia non esiste. Sai quanti gruppi ci sono in Slovenia che hanno già pronto il materiale per un album? Per esempio Nove Konzerve, Zgrešeni Primeri, Krema… ma non hanno occasioni. Noi The Drinkers siamo già rodati da prima, e i pezzi ai nostri concerti ci funzionano bene. Ma dobbiamo fare qualcosa di nuovo anche noi.
RockLine: Okay, diciamo finalmente chi è “Heidi”.
Maki: In realtà è la bambina del cartone animato, quella dei pascoli alpini della Svizzera. È un’anima allegra e pura, va nella stalla a mungere le mucche,… Da noi hanno trasmesso anche il film su “Heidi”. E allora abbiamo preso in prestito un fotogramma dal film e alle capre abbiamo sostituito le teste con quelle dei membri della nostra band. E quella è la copertina dell’album. Del resto l’idea di “Heidi” è molto vecchia. Anni fa ero in tour in Svizzera con i DDV, e io e un collega guardavamo le montagne e mi è venuto in mente: diavolo, ma qui non abita Heidi? Poi in quel momento passavano un pezzo punk, Heidi, con il testo “Heidi, Heidi, deine Welt ist in die Bergen”. Allora io l’ho tradotto in “Heidi lovim v brajdi”. “Nasmejana punca, rdeča v obraz od vina, če bi imela brento na rami, bi lahko nosila moj’ga sina”.
RockLine: I The Drinkers, insomma, non mollano la loro poesia alcolica.
RockLine: Rock n’ roll che mostra cielo e inferno allo stesso tempo.
Maki: Sì, personalmente penso che in Slovenia per una rock band sia già un bel successo riempire un locale. Che gli sloveni possano mai esibirsi con successo in un festival tipo Nova Rock, secondo me resta un’utopia.
RockLine: Ancora questa “off topic”. Come ti trovi con i concerti visti finora qui al Nova Rock festival?
Maki: Lodo i Sex Pistols, anche se Rotten ha un modo di comportarsi strano, ma per lui è una costante dei concerti. Però ho trovato un paragone tra i Niet e i Sex Pistols. Nei Sex Pistols è morto Sid Vicious, nei Niet Primož Habič. I Sex Pistols hanno pubblicato un album, i Niet pure uno, ed entrambi sono riusciti a ottenere qualcosa. Pazzesco. Consiglio inoltre a ogni sloveno che ascolti almeno un po’ di rock n’ roll di vedere almeno una volta nella vita un festival come il Nova Rock, per allargare gli orizzonti. E tu, come ti è sembrato ieri?
RockLine: Che ne so,… non ero proprio dalla parte dei big del primo giorno, però mi ha “colpito in piena faccia con un diretto” la triade di gruppi consecutivi Rose Tatoo, Airbourne e Porcupine Tree sul palco rosso. In generale mi sono goduto il palco rosso, e così farò anche oggi e domani.
Maki: Mi sembra che la scaletta sul palco rosso sia molto meglio che sul palco blu, anche l’audio mi pare migliore sul palco rosso. Però gli austriaci non sanno bere la birra, perché la rovesciano e la lanciano tra la gente. L’hai notato per caso? Non lo capisco. Il padre di un ragazzo che lancia un bicchiere pieno di birra sarà mica un agente di Šrot…
RockLine: Questa cosa di versare la birra è una controppropaganda insaziabile contro la tradizione di base dei The Drinkers….
Maki: Orribile, davvero. Questo non lo sanno fare. Devo dire anche un’altra cosa. Che Schwechater è l’importatore ufficiale dei The Drinkers dall’Austria e qui al Nova Rock vedo per terra un sacco di lattine rosse di questa birra e mi ricorda casa.
RockLine: C’è ancora qualcosa che vorresti aggiungere per chiudere l’intervista?
Maki: Siete invitati ai concerti dei The Drinkers, ascoltate tanta musica e mangiate tante carote. E non fatevi guidare dai media. Non chiudetevi in camera, venite piuttosto sul campo, per sentire cos’è davvero il “rock”. Ancora una cosa, ultra importante. Quest’anno festeggiamo il 15° anniversario dei The Drinkers. Non so ancora quando, come e dove lo celebreremo, ma qualcosa “combineremo”. Inviteremo anche RockLine.
RockLine: Maki. Grazie per l’intervista, ci vediamo oggi da qualche parte sotto un palco del Nova Rock festival?
Maki: Vedrai i Bad Religion?
RockLine: Yep, la versione reunion.
Maki: Accordiamoci per le 20.00, a sinistra del banco mixer sul palco rosso.
RockLine: Affare fatto.
Maki: Okay, siamo d’accordo.
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