The Morbid Tango

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Cosmosquad
Etichetta: Marmaduke Records
Uscita: 2017
Durata: 55:52
Voto: 5/5

Questo disco sta per compiere un anno, ma la sua qualità è così alta che dobbiamo assolutamente farlo conoscere anche agli appassionati di musica qui da noi in Slovenia. Stiamo parlando dei Cosmosquad, che dopo dieci anni tornano con un nuovo album in studio, »The Morbid Tango«.

A comandare la baracca è il chitarrista Jeff Kollman, uno che ha in tasca parecchi album solisti in studio ed è considerato un musicista stimatissimo e ricercatissimo. In carriera ha cambiato più di un “datore di lavoro”, tra cui Glen Hughes, Chad Smith e John Payne, e l’anno scorso è diventato anche uno dei tasselli chiave dal vivo dell’Alan Parsons Live Project, guidato dal celebre Alan Parsons. I Cosmosquad sono un trio e a far compagnia a Kollman ci sono il batterista canadese Shane Gaalaas (B’z, Diesel Machine, MSG) e il bassista Kevin Chown (Tarja, Chad Smith’s Bombastic Meatbats, Der Elefant, Tony MacAlpine). 

Anche con »The Morbid Tango« i Cosmosquad restano una straordinaria attrazione musicale, con lo spirito libero e lo sguardo rivolto agli spazi sconfinati che l’espressione artistica offre nel rock progressivo e nella fusion jazz-rock. La prova è il brano Still Life. Qui colpiscono in modo particolarmente raffinato con una fusion jazz-rock strumentale di altissimo livello, a conferma che il gioco brillante e fantasioso di Kollman sta al livello di assi come Steve Lukather, Andy Timmons e/o Greg Howe, e che Kollmann potrebbe far parte senza problemi della line-up del progetto Protocol, guidato dal celebre mago della batteria Simon Phillips. Una cosa è chiara: Kollman dev’essere anche un grande fan di Scott Henderson.

Però i Cosmosquad non sono puristi del jazz-rock, né shredder tipo Devil’s Slingshhot, figuriamoci dei (ops, rieccoci con questo neologismo) deragliati avant-art prog pop rock di ricetta Gizmodrome,  ma il loro linguaggio su »The Morbid Tango« vira verso un uso tutto sommato digeribile di più generi. Anche se l’influsso del jazz è sempre presente, il riffing essenziale, che flirta anche con la compattezza metal ed è sempre corazzato da complesse chiavi ritmiche, è il portavoce della particolarità artistica di questo trio, così come della sua fissa per il rock progressivo e il metal progressivo. A volte gli elementi jazz sono di più, altre volte si defilano un po’. Nel brano Cyclops entra il funk, e la band fa capire chiaramente che le piace un sacco tuonare di più nel fraseggio chitarristico.

Le strutture sono complesse. Il comparto ritmico è sempre in esplorazione, e a Kollman alla chitarra non manca mai la dinamite espressiva: il tizio spara una raffica di trovate di una diabolica, divertentissima fantasia, attraverso cui si sviluppano i pezzi. Nonostante tutto, i Cosmosquad mantengono sempre la compattezza compositiva. Quando partono per le scorribande soliste, si spingono sì verso gli estremi dell’allentamento del formato stesso del motivo guida su cui poggia l’improvvisazione, ma poi tornano sempre, con straordinaria abilità e raffinatezza, in modo dinamico e fluido, nel grembo della compattezza musicale. In Always Remember The Love scintilla una morbidezza incredibile, che spira dalla fine meccanica di filigrana delle dita di Kollman. Kollman è un maestro dell’enfasi e della colorazione a contrasto dei toni. Proprio in questo brano mette in bella mostra il suo marchio di fabbrica, perché sa infondere a ogni singola nota un carattere tutto suo e in questo modo risvegliare con grande maestria nell’ascoltatore anche le emozioni nell’angolo più nascosto dell’anima. The Crosses porta con sé un elemento cupo ed è, per esempio, la composizione più compatta del disco. Quindi più facile da conquistare e perfino adatta a finire su uno degli album di Joe Satriani nell’era della collaborazione con Mike Kennealy. Il brano Morbid Tango, come dice già il titolo, è scritto su una ritmica di tango, flirtando con la world music (il flamenco spagnolo), ed è uno dei momenti centrali del disco, per questo Kollman l’ha scelto anche come title track e come apertura dell’album. Un caso assolutamente a sé di fusione di generi, che entusiasma senza limiti nel suo sviluppo.

Su questo album non puoi sfuggire alla sensazione di uno sviluppo spontaneo, né all’elemento sorpresa. Aspettati quindi l’inaspettato. Kollman e soci sanno evocare nella musica anche la mistica, come conferma la straordinaria prova atmosferica nell’avventura prog rock conclusiva Beyond Deaths Door e Beyond Death’s Door Reprise, cosa che per gli artisti americani è piuttosto un’eccezione che la regola. L’elemento psichedelico è marcato, il brano ha un effetto ipnotico, cioè »cerebrale«, e offre all’ascoltatore l’opzione di »staccare la ragione«, il che vuol dire che la vibrazione del pezzo può farti »staccare da terra«.

Questo album deve averlo in collezione ogni vero gourmet musicale, di quelli che si concedono sempre solo il meglio che il vasto mondo dell’universo rock può offrire. I Cosmosquad dopo dieci anni hanno sfornato un album eccezionale, dal carattere musicale unico e inconfondibile, e uno dei migliori del 2017 nel campo della fusion jazz-rock, che saranno pronti ad accaparrarsi subito anche i fan più esigenti di rock progressivo e metal progressivo.

Formazione

Jeff Kollman – chitarra, tastiere
Kevin Chown – basso
Shane Gaalaas – batteria

Produzione

Cosmosquad

Tracklist

1. Morbid Tango (6:23)
2. Cyclops (5:40)
3. The Ballad of Rick James (6:21)
4. Anatomy of a Beatdown (1:52)
5. Recollection Epilogue (3:49)
6. Always Remember the Love (5:12)
7. The Crosses (5:55)
8. Still Life (6:51)
9. Sangfroid (5:12)
10. Beyond Death’s Door (4:48)
11. Beyond Death’s Door (Reprise) (3:46)

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