The Visitor (Revisited)
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Arena
Etichetta: Verglas Records
Uscita: 1999
Voto: 3.5/5
Nel 1999 i campioni britannici del neo-prog Arena hanno vissuto ancora una volta un drammatico rimescolamento nel ruolo di cantante e bassista. Se il bassista Ian Salmon era già un nome noto e collaudato per tutti gli intenditori della band ‘proto-Arena’ Shadowland, dal nuovo cantante Rob Sowden, a cui toccava l’ingrato compito di sostituire lo straordinariamente carismatico e amatissimo Paul Wrightson, i fan non sapevano praticamente niente. Beh, Rob si è rivelato presto il successore ideale e ancora oggi, anche dopo la sua uscita nel 2010, i fan degli Arena lo stimano non meno del suo predecessore. »The Visitor (Revisited)«, che contiene le prime registrazioni ufficiali con Rob alla voce, uscite prima del suo primo album in studio con gli Arena, »Immortal?« (2000), ha un titolo un po’ fuorviante per una raccolta molto interessante di versioni acustiche di alcuni amatissimi standard degli Arena e di una selezione di registrazioni dal vivo: non si tratta affatto di una qualche riedizione speciale del loro capolavoro »The Visitor« (1998).
I primi cinque brani con il neoarrivato Rob alla voce fanno parte di una scaletta acustica con cui il nuovo cantante, accompagnato dal pianoforte del brillante tastierista e patriarca della band Clive Nolan (Pendragon, ex-Shadowland) e dalla chitarra acustica del virtuoso John Mitchell (It Bites), si è scaldato con successo per le imprese successive. Già sull’inno »Medusa« di »The Pride« (1996), il signor Sowden conquista con il suo carisma e un’ampia gamma di abilità vocali, e non è per niente meno convincente sul gruppetto di standard di »The Visitor« riarrangiati in chiave acustica, come »Pins And Needles«, »(Don’t Forget To) Breathe« e »Tears In the Rain«. Sulla toccante power ballad »Crying For Help IV« ha poi dimostrato una volta per tutte di avere la stoffa giusta e che si sarebbe fatto un posto nella memoria dei fan non solo come degno erede di Wrightson, ma anche come voce centrale della probabilmente più riuscita e amata era nella storia della band.
La seconda parte di questa divertente compilation è un blocco di cinque brani suonati durante un’esibizione degli Arena nella capitale olandese, Amsterdam, e registrati ancora dalla formazione precedente, con Wrightson alla voce e John Jowitt (ex-IQ, Jadis) al basso. È senz’altro interessante sentire come il materiale del cult concept »The Visitor« suonasse dal vivo con il cantante che ne aveva inciso le versioni in studio. Che con questi virtuosi del ‘lato oscuro’ del neo prog non si scherzi mai quando c’è da toccare la perfezione sonora lo dimostra già l’ottima versione del classico »Double Vision«, mentre su »Elea«, che Paul introduce in modo smaccatamente teatrale, alla Peter Gabriel (ex-Genesis), colpisce in modo particolare come eseguono la parte iniziale, dal taglio orchestrale.
Uno dei motivi principali, se non il motivo principale, per cui questa uscita merita un posto nella collezione di tutti i fedelissimi degli Arena sono le fantastiche esecuzioni dei tre classici epici che seguono. L’indimenticabile, melodrammatica epopea vittoriana »The Hanging Tree« la suonano infatti in modo così sentito, teatrale e sottile che l’atmosfera del concerto regge il confronto persino con i momenti migliori sul palco dei Genesis classici o dei Marillion dell’era Fish (si citano queste due leggende perché furono tra le influenze chiave sul sound degli Arena).
Al debutto »Songs From The Lions Cage« tornano con grande successo attraverso l’evergreen trascinante »Jericho«, dove stavolta spiccano particolarmente le armonie vocali di supporto di Nolan e Mitchell, mentre il culmine, come da copione, è l’epico ritornello, che ancora oggi resta uno dei capitoli migliori dell’opera degli Arena finora. In nessun concerto degli Arena che si rispetti può mancare l’epico viaggio nei meandri oscuri della psiche umana intitolato »Solomon«, quando il pubblico torna a respirare all’unisono con la band, che ancora una volta non lesina complesse improvvisazioni e al tempo stesso mantiene fedelmente i passaggi melodici e i sontuosi arrangiamenti sinfonici.
Proprio in fondo a »The Visitor (Revisited)« c’è poi la versione demo del classico di »The Visitor« »Enemy Without«, con Nolan alla voce principale, un testo un po’ diverso e non rifinito, linee di basso dal suono più funk e arrangiamenti sinfonici decisamente più leggeri. Clive si dimostra ancora una volta un ottimo cantante di ripiego, mentre nella fase demo di questo futuro evergreen si aspettava ancora che Wrightson incidesse il suo contributo, cosa che sorprenderà soltanto chi non conosce la sua eredità con gli Shadowland. Forse è proprio questa divertentissima versione demo di »Enemy Without« la ‘colpevole’ dello sfortunato titolo di questo album.
»The Visitor (Revisited)« non è quello a cui si pensa subito leggendone il titolo, ma è comunque una combinazione così interessante di versioni acustiche di alcuni classici e di brani live scelti da meritarsi un posto nella collezione di ogni fan fedele degli Arena. Un po’ del suo fascino questa uscita l’ha di certo perso presto, quando Rob Sowden è diventato inscindibile dalle successive imprese della band, visto che nasceva innanzitutto per presentare il nuovo cantante. Resta comunque un bel ponte tra due ere nella storia di questa splendida band di rock progressivo, che per molti motivi risulta interessante anche a tanti amanti del metal progressivo.
Formazione
Brani 1-5:
Clive Nolan – pianoforte
John Mitchell – chitarra
Rob Sowden – voce
Brani 6-10:
Clive Nolan – tastiere
Mick Pointer – batteria
Paul Wrightson – voce
John Mitchell – chitarra
John Jowitt – basso
Brano 11:
Clive Nolan – voce e tastiere
Mick Pointer – batteria
John Mitchell – chitarra
John Jowitt – basso
Produzione
Clive Nolan
Tracklist
Sessione acustica
1. Medusa
2. Pins And Needles
3. (Don’t Forget To) Breathe
4. Tears In The Rain
5. Crying For Help IV
Live in Paradiso, Amsterdam
6. Double Vision
7. Elea
8. The Hanging Tree
9. Jericho
10. Solomon
Demo
11. Enemy Without