This Is What We Do

0 3

Artista: French TV
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2005
Durata: 51:42
Voto: 4.6/5

French TV sono una band americana che suona soprattutto RIO/avant-garde, ma a essere sincero è difficile infilarli solo in questa categoria, perché nella loro musica si sentono un sacco di influenze. L’unico membro originale rimasto dai primi anni Ottanta, quando la band è nata, è il bassista Mike Sary, che trova sempre musicisti in gamba con cui collaborare. This Is What We Do è il loro ottavo disco in studio e, per quanto mi riguarda, il migliore finora.

French TV sono una delle formazioni più originali e prolifiche degli Stati Uniti, e proprio per questo è ancora più difficile spiegare perché siano così poco conosciuti, sia negli Stati Uniti che altrove. Mike Sary ha addirittura smesso di cercare etichette disposte a pubblicare i loro album e ne ha fondata una tutta sua.

L’album parte con un pezzo dal titolo tipicamente astratto (per i French TV) e con una musica che gli calza a pennello. Ci sono un sacco di cambi di ritmo e di sbalzi d’umore, da momenti meditativi a parti incazzate e giocose. Questa composizione mostra tutto il meglio della band. Riescono a infilare in un solo brano così tante emozioni e stili che ti viene solo da restare a bocca aperta. Anche il seguito va su questa strada. Ska Face parte con un ritmo ska, ma presto si trasforma nella tipica follia alla French TV. Poi arriva My Little Cicada, dove si sentono inquietanti parti di mellotron che strizzano l’occhio ai King Crimson, mentre nei fiati si sente anche l’influenza degli Henry Cow. I passaggi sono di nuovo fluidissimi, e più avanti nel pezzo si sente un bellissimo violino (Chris Smith), con parti notevoli anche all’organo Hammond e alla chitarra. Look at the Bears a tratti mi ricorda gli Happy the Man, altre volte Emerson, Lake and Palmer o gli Henry Cow. È un altro pezzo con un’energia pazzesca e non mi stupisce che dal vivo lo suonino volentieri. Per chiudere l’album si sono tenuti un’altra delizia dal titolo bizzarro. Parte come un ottimo fusion, poi l’atmosfera cambia più volte, ma tornano sempre al livello di entusiasmo iniziale.

I French TV pescano da così tante fonti diverse che a volte sembra di sentire un miscuglio di generi e influenze, ma questo miscuglio suona del tutto naturale e la musica scorre senza intoppi. Di solito le band fanno fatica a padroneggiare tanti generi e a passare dall’uno all’altro, ma per i French TV sembra una passeggiata. A volte puoi sentire puro jazz-rock, altre volte ska, poi rock sinfonico alla Emerson, Lake and Palmer, ogni tanto affiorano influenze messicane e orientali, mentre in altri momenti suonano estremamente sperimentali. Nella loro musica sento le influenze di tanti altri musicisti – Zappa, Hatfield and the North, Henry Cow, Samla Mammas Manna, Happy the Man, Van der Graaf Generator… – ma credo che il loro obiettivo principale sia creare musica con un carattere tutto proprio.

Niente da ridire su esecuzione e suono dell’album. Il leader della band, Mike Sary, è un bassista mostruoso. Spesso rischia di perdersi nel mare di tastiere e fiati, ma quando lo si sente è sempre preciso e interessante. Warren Dale, con la sua montagna di tastiere e fiati, è forse il musicista che si nota di più nel disco. Sa creare le atmosfere giuste, ma sa anche suonare veloce come il vento al synth e all’Hammond. Chris Smith è altrettanto convincente con il suo stile alla Fripp – riservato ma sempre sotto controllo. Aggiunge anche qualche importante inserto di violino. L’ultimo tassello del puzzle è il batterista Jeff Gard, solido e adatto al ruolo. Nel disco ci sono anche alcuni ospiti, il più in vista dei quali è Paolo Botta (Yugen), che suona con i French TV quando vanno in tour in Europa.

Secondo me è impossibile che i French TV facciano un brutto album. Hanno semplicemente il senso giusto per bilanciare belle melodie e parti sperimentali. Mi sarebbe difficile scegliere un solo album del cuore, ma se mi ci costringessero probabilmente sceglierei This Is What We Do. Non so bene perché, ma qui sembra che sia andato tutto al suo posto. I French TV migliorano di anno in anno e io aspetto con impazienza il prossimo disco.

———————————————————————————————

French TV sono una band americana che suona soprattutto RIO/avant-garde, ma a essere sinceri è difficile infilarli solo in questa categoria, perché la loro musica pesca da un sacco di influenze diverse. L’unico membro originale rimasto del gruppo che esordì all’inizio degli anni Ottanta è il bassista Mike Sary, che riesce sempre a trovare musicisti in gamba con cui suonare. This Is What We Do è il loro ottavo album in studio e, per quanto mi riguarda, il migliore finora.

Visto che i French TV sono una delle band americane più originali e prolifiche, è difficile spiegare perché siano così poco riconosciuti, sia in America che altrove. Mike Sary ha perfino smesso di cercare un’etichetta che li mettesse sotto contratto e ha scelto di pubblicare i loro album con una sua etichetta.

L’album parte con un pezzo dal titolo tipicamente astratto (per i French TV) e con una musica che si sposa alla perfezione con questo nome astratto. Ci sono tanti cambi di ritmo e di atmosfera, da momenti meditativi a parti furiose e stravaganti. Questo brano mostra tutto ciò che c’è di grande nei French TV. Riescono a infilare così tante emozioni e stili in una sola composizione. Il pezzo successivo è all’altezza anche lui. Ska Face parte con un ritmo ska, ma presto si trasforma nella tipica frenesia alla French TV. L’album prosegue con My Little Cicada, dove si sentono inquietanti passaggi di mellotron alla Crimson e parti di fiati alla Henry Cow. Anche qui le transizioni tra una parte e l’altra sono fluide e, più avanti nella composizione, si sente un bel violino suonato da Chris Smith, oltre a parti strepitose di Hammond e chitarra. Look at the Bears a tratti mi ricorda gli Happy the Man, in altri punti gli ELP o gli Henry Cow. È un’altra composizione con un’energia pazzesca e non c’è da stupirsi che sia uno dei loro cavalli di battaglia dal vivo. Per chiudere l’album si sono tenuti un’altra perla con un titolo insolito. Parte come un ottimo esercizio di fusion, poi passa per diverse atmosfere più pacate, ma torna sempre al livello di entusiasmo iniziale.

I French TV attingono a così tanti pozzi musicali che la loro musica a volte sembra un collage di generi e influenze diversi. Eppure questo collage suona del tutto normale e la musica scorre senza intoppi. Di solito le band fanno fatica a padroneggiare tanti generi e a passare dall’uno all’altro, ma per i French TV sembra facile. A volte puoi sentire puro jazz-rock, altre volte ska, altre ancora rock sinfonico in stile ELP, ogni tanto perfino influenze orientali e messicane, mentre in altri momenti suonano molto sperimentali. Nella loro musica sento le influenze di tanti altri musicisti – Zappa, Hatfield and the North, Henry Cow, Samla Mammas Manna, Happy the Man, Van der Graaf Generator… – ma credo che il loro scopo principale sia creare musica con un carattere tutto suo.

L’esecuzione e il suono dell’album sono ineccepibili. Il leader della band, Mike Sary, è un bassista mostruoso. A volte rischia di perdersi nel mare di tastiere e fiati, ma quando lo si sente è sempre preciso e intrigante. Warren Dale è forse il musicista che si nota di più qui, con la sua batteria di tastiere e fiati. Sa creare atmosfere e sa anche suonare velocissimo al synth e all’Hammond. Chris Smith è un chitarrista sublime che prosegue nella tradizione di Robert Fripp: un suono riservato ma totalmente controllato. Aggiunge anche parti di violino importantissime. L’ultimo tassello del puzzle è il batterista Jeff Gard, molto solido in quello che fa. Nel disco ci sono anche alcuni musicisti ospiti, tra cui spicca Paolo Botta (Yugen), che suona con i French TV anche quando vanno in tour in Europa.

Penso che sia impossibile per i French TV registrare un brutto album. Hanno semplicemente un feeling fantastico nel bilanciare belle melodie e passaggi sperimentali. È difficile scegliere un solo album preferito dei French TV, ma se mi ci costringessero direi che This Is What We Do è il mio preferito. Non so davvero perché, mi sembra solo che qui abbiano azzeccato tutti gli ingredienti. I French TV continuano a migliorare, quindi aspetto con impazienza la loro prossima uscita.

 

Formazione

Mike Sary – basso, voce
Warren Dale – tastiere, fiati, martelli
Chris Smith – chitarre, violino, strumenti a pizzico esotici
Jeff Gard – batteria
Ospiti:
Steven Dale – tromba (1 & 2)
Pam Thompson – trombone (2)
Paolo Botta – tastiere (3)

Produzione

Mike Sary, Warren Dale

Tracklist

1. Colorless Green Ideas Sleep Furiously (10:19)
2. Ska Face (8:24)
3. My Little Cicada (11:48)
4. Look at the Bears (8:10)
5. Theme from ESPN X-treme (13:01)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie