To Hate alla vigilia dell’uscita del primo album

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Luogo: Lubiana
Data dell’intervista: 03.02.2009

 

Tutto si evolve e si adatta all’ambiente e ai tempi. L’evoluzione e il progresso non hanno risparmiato nemmeno le cose e i valori più tradizionali. Così si sono scontrati con uno dei generi musicali più incartapecoriti; l’Heavy metal. Buona produzione, buon suono, interpretazione moderna dell’Heavy metal…tutto questo è il marchio di fabbrica della band di casa nostra To Hate, che arriva dal piccolo paesino di Ceršak. In passato in molti hanno (fin troppo) spesso accostato i To Hate a Dark Tranquillity e In Flames, non cogliendo quella nota di originalità e inventiva davvero autentica che c’è sulle nostre terre. Al momento i To Hate stanno preparando il loro primo album, ed è stato questo il motivo principale per fare due chiacchiere con il loro bassista Oliver Čepek.

RockLine: Com’è nata la band To Hate?

Oliver: Tutti noi ascoltavamo il cosiddetto Gothenburg metal, che è stato il nostro trampolino di lancio. All’inizio, parliamo dell’estate del 2007, suonavamo in realtà più Black metal, poi il gruppo si è fermato per un po’. Io mi sono unito ai Mor Zaboth, mentre Jure è andato dai Sabaium. Dopo lo scioglimento dei Mor Zaboth c’è stato un incontro con gli ex membri e così siamo ripartiti da zero. Poco dopo abbiamo registrato il nostro Demo, aperto la nostra pagina myspace e iniziato coi concerti.

RockLine: Chi si occupa di cosa nella band?

Oliver: I testi li scrivo io, le linee di chitarra le scrivono insieme i due chitarristi. 

RockLine: Come vi vengono le idee per la musica?

Oliver: I pezzi nascono in modi molto diversi. Per esempio l’idea per la canzone Zirberck 1329 è venuta da fatti storici del nostro paese, Ceršak. Ci ispirano anche le cose di tutti i giorni, come la tecnologia e il fatto che ormai non possiamo più vivere senza. Ne parla la canzone Programm Zero, che rappresenta la nostra dipendenza dalla tecnologia.

RockLine: Come fa una band metal di casa nostra a promuoversi?

Oliver: Il modo più facile è MySpace e i concerti. All’estero MySpace è fondamentale e sta diventando sempre più diffuso anche qui da noi. In Slovenia, però, contano soprattutto i concerti. Secondo me le band dovrebbero collaborare di più tra loro e creare così dei bei pacchetti per gli organizzatori. Si collabora troppo poco e capita fin troppo facilmente che qualcuno senta una specie di concorrenza verso qualcun altro. Un vero peccato, perché se due band hanno un sound simile hanno anche gli stessi ascoltatori. Se invece suoni con band che fanno tutt’altro tipo di metal, è molto difficile convincere il loro pubblico. Poi ci sono i vari media come RockLine, Metal Planet, Paranoid. Insomma, c’è qualche media che dimostra interesse per noi.

RockLine: Adesso siete alla vigilia dell’uscita dell’album?

Oliver: Esatto. Il titolo del nostro primo album sarà Different Faces. L’idea per il titolo ci è venuta dal fatto che noi membri della band siamo tutti molto diversi l’uno dall’altro. L’idea dell’album, il concept, è il mondo reale e quello irreale. Si potrà già intuire dalla copertina del booklet, disegnata da Sanja Pocrnjič…Sull’album ci saranno queste 12 canzoni:

BEGINNING TO HATE

BREAK A SPELL

KEY TO THE SUICIDE AREA

PROGRAMME ZERO

STEP OF TRUTH

SILENCE IMPLIES CONSENT

PANIC DISORDER

ZIRBERCK 1329

USELESS DEVICE

BLACK HOLE OF MIRACLES

BURN DOWN WITH MY EXISTENCE

MICRON

Il primo e l’ultimo pezzo sono intro e outro. Per ora ovviamente non sappiamo ancora come verrà pubblicato l’album. Proveremo con le etichette estere e speriamo in una buona risposta.

RockLine: Dove l’avete registrato?

Oliver: Dopo la collaborazione con i Burning Legion ci è venuta l’idea che a darci una mano poteva essere Matic Mlakar, che ci ha registrato la batteria al 5th season studio. Per tutto il resto è arrivato in nostro aiuto un amico, Jan Hansel. Con lui abbiamo registrato chitarre, basso e voci. Il mastering lo farà Matic Mlakar.

RockLine: Com’è stata l’esperienza in studio?

Oliver: Soprattutto è un’esperienza molto costosa. Il lato positivo è che vedi davvero quanto devi ancora migliorare, sia dal punto di vista musicale  che tecnico. Lì capisci davvero a che punto sei e quanta pratica ti serve ancora.

RockLine: E quando possiamo aspettarci l’uscita dell’album?

Oliver: Difficile dirlo…forse verso l’inizio di febbraio. Non abbiamo nessuna fretta. L’album vogliamo farlo uscire quando ne saremo soddisfatti.

RockLine: E se qualcuno se lo ”scarica” da internet?

Oliver: Se uno prima se lo scarica dalla rete e poi lo compra anche al concerto, per noi non è un problema. Comunque secondo me un album che ti piace va comprato, così supporti la band. Almeno per band come le nostre è d’obbligo, perché così ti rientra almeno un minimo di quello che hai investito. E poi, sull’originale anche il suono è migliore…

Rockline: Per l’uscita organizzerete magari un concerto di presentazione?

Oliver: Ne avevamo parlato un po’ con i Deadlock, ma ci siamo scontrati con un disinteresse generale da parte degli organizzatori di casa nostra.

RockLine: Lo stile musicale è cambiato in qualche modo dall’uscita del Demo?

Oliver: Penso che ci siamo un po’ affinati e abbiamo guadagnato in identità. Adesso, soprattutto dopo l’uscita dell’album, sarà molto difficile dire che siamo una specie di In Flames nostrani. Pensiamo comunque di poter ancora migliorare, quindi non ci fermeremo…

RockLine: Che ne pensi della scena metal di casa nostra?

Oliver: Le band sono tante e di qualità. Non sono per niente indietro rispetto alla scena metal mondiale. Mi sembra piuttosto che ci manchi un buon promoter o manager che sappia presentare al mondo le band di casa nostra. Penso che anche questo sia il motivo per cui nessuna band metal slovena è ancora riuscita a ottenere un grande successo all’estero. In Slovenia invece è importante la scena dei club. Qui gli organizzatori hanno un compito difficile. Le band sono un’infinità, tutte vogliono un cachet, i concerti sono tanti ma per lo più poco frequentati.

 

RockLine: Siete soddisfatti della risposta del pubblico di casa?

Oliver: Finora devo dire che siamo stati molto contenti. Dovunque abbiamo suonato la risposta è stata buona. Il problema che può sorgere l’ho già menzionato: se suoni, che so, con una band che fa metal ”oldschool”, il loro pubblico lascerà la sala. C’è troppa voglia di mettere etichette.

RockLine: I membri dei To Hate suonano anche in qualche altra formazione?

Oliver: Sì, il nostro batterista Sašo suona la batteria anche negli Infidia, con cui abbiamo ottimi rapporti. Adesso condividiamo perfino la sala prove. Il chitarrista Jure suona anche nei Sabaium.

Rockline: Quali sono i vostri desideri e obiettivi per il futuro?

Oliver: Il nostro obiettivo è senza dubbio l’estero, perché ci sembra che la scena metal slovena per ora non sia ancora così sviluppata. Ci sembra che il metal un po’ più moderno non sia ancora del tutto accettato e che in primo piano ci sia ancora il metal più classico degli anni ’80. Un buon esempio sono le discussioni infuocate sui forum più disparati, dove la gente si divide tra vecchia e nuova scuola del metal. Non ci sembra una cosa positiva per lo sviluppo della musica, perché tutto questo incasellare significa chiudersi. Noi rispettiamo ogni band di casa nostra, di qualsiasi ramo del metal. Devono esserci Thrash, Black, Death metal e così via. Ognuno ha i suoi gusti e per ognuno deve esserci qualcosa.

RockLine. E fuori dalla musica, cosa fanno nella vita i To Hate?

Oliver: Il nostro batterista studia ancora, gli altri tre lavoriamo. Io lavoro in una casa di riposo.

 

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