Un Dan D tranquillo e piovoso (2012)

0 10

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Novo mesto / Lokalpatriot / Slovenia
Data del concerto: 29.11.2012
Spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 10,00€

Eccoci di nuovo insieme al tour »Tiho«! È partito come una fiamma! Con quattro concerti sold out nella prima metà di ottobre all’Orto bar di Lubiana. Poi è andato avanti per tutta la Slovenia, tra ottobre e novembre, fino alla chiusura, quando i Dan D sono finalmente approdati anche nella loro Novo mesto! Piazzare la città natale a fine tour è un trucchetto logico, un modo per far salire la tensione, una mossa consolidata che usano in tanti, anche tra i più grandi nomi internazionali. Al Lokalpatriot i Dan D hanno quindi bookato le ultime due date del tour »Tiho«.  Anche se la band ha dosato il ritmo alternando serie di concerti consecutivi a qualche giorno di pausa, un pacchetto di date così, concentrato in meno di due mesi, è eccezionale per le dimensioni ridotte del territorio sloveno, e soprattutto per un bacino di appena due milioni di abitanti. Di solito (sulla scena slovena) band grosse come i Dan D fanno qualche data nelle città principali e si scontrano subito col fatto che devono stare attenti, perché da lì in poi il pubblico può saturarsi in fretta.

I Dan D in versione Tiho li avevamo già beccati a metà tour, per la precisione il 3.11.2012, a Šmartno (Collio sloveno) – il reportage di RockLine è QUI. Quel concerto ci ha regalato una serata indimenticabile con la band, in un’atmosfera intima e piacevole, resa possibile dalla geografia collinare di questa zona vinicola, famosa per la grande ospitalità degli abitanti, sempre di buon umore.

Il diavolo non ti lascia in pace! Lo sai, vedere i Dan D a Novo mesto è un’esperienza tutta particolare, perché lì sono di casa. In più è la chiusura del tour, e i Dan D devono portare sul palco qualcosa di speciale, qualcosa di un po’ diverso. Anche la prima delle due serate al Lokalpatriot è stata sold out. Come il resto del tour, del resto. E anche l’ultimo concerto, cioè la seconda serata al Lokalpatriot, è già esaurito da tempo. Ti anticipo che l’ultima data del tour »Tiho« sarà anche un nuovo atto chiamato »Dan 202«: al Lokalpatriot arriverà infatti una squadra agguerrita di giornalisti, operatori e fotografi di Val 202, che registreranno il concerto. Speriamo quindi che prima o poi veda la luce. Su supporto audio ufficiale, per la casa editrice ZKP RTV Slovenija.

Torniamo al Lokalpatriot. Il tempo era identico a quello del viaggio nel Collio sloveno di quasi un mese fa. Pioveva come se fosse il giorno del giudizio. Curiosamente, dopo quasi sette anni di onorato servizio, RockLine ha perso al Lokalpatriot la propria innocenza per la prima volta. Da qui anche un certo impaccio iniziale, un po’ di »tastarsi a vicenda« tra la direzione del locale e la testata, che spero in futuro si trasformi in una partnership solida e robusta.

L’atmosfera al Lokalpatriot è decisamente diversa da quella di Šmartno (Collio sloveno). Entrambi i posti sono intimi. La sala della Hiša kulture (Šmartno, nel Collio sloveno) ha un tocco di solennità, mentre il palco del Lokalpatriot, collegato direttamente al bancone del bar e separato solo da pareti ad archi, avvicina la vibrazione della storia »Tiho« in modo ancora più intenso! A un palmo di distanza.  Doveva essere così anche il 10.11.2012, quando i Dan D hanno suonato a Kranj (Klubar).

La mossa artistica coraggiosa di rivestire gli arrangiamenti originali di arrangiamenti esotici, per i Dan D era in qualche modo necessaria, se non addirittura richiesta. I Dan D sono comunque così grandi da essere sempre presenti nella testa non solo della base di fan, ma di buona parte della plebe slovena. Quando sono attivi e quando non lo sono. Se sei una band così in Slovenia, hai bisogno di una sfida nuova dopo l’altra. E finché le idee sono sane e nascono in modo naturale, la motivazione e il senso di realizzarle ci sono. I Dan D hanno già suonato in versioni »unplugged«. Chi non l’ha fatto, a dirla tutta? Forse i Motörhead, eppure i Dan D, per arrangiamenti, uso degli strumenti e l’intero sottoinsieme di strani »aiutini« sonori, non avevano mai osato spingersi così lontano in tutta la loro carriera, sfidando se stessi in un esperimento musicale impostato così.

Se per una volta mi concedo di riprendere un pezzo del comunicato ufficiale del tour, i ragazzi si sono divisi i ruoli così: Obra – bottiglie, cohon, conga, tarabuka, campanelli vari, shaker, piatti, djembe, baritono (ottone), grattugia; Tokac – bisernica, mandolino, mestolo di legno, armonica, agogo, def, cucchiaio; Nikola –  basso semi-acustico senza tasti, cucchiaio, mestolo di legno, uova, gorgheggi;  Tučo – ukulele, bisernica, mandolino, slide; Boštjan – melodica, cabasa, maracas, vibraslap, zill, twin shaker, thunder drum, campanelli, angklung malese, bottiglia vuota di cviček, vocoder.

È andato in scena un altro concerto a cui non potevi rimproverare niente. Il pubblico, caldo fino al punto di ebollizione, in intensa sintonia con Tokac e compagnia. La band, rodatissima, ha sfoderato ancora una volta un’esecuzione fenomenale, che in questo ambiente caldo ha toccato chiunque ancora un filo più intensamente che nel Collio sloveno, perché non c’era nessuna barriera tra palco e pubblico, e ci ha messo del suo anche la conformazione del locale, in pendenza (i gradini): con quella visuale la band ha potuto mantenere il contatto visivo per tutto il tempo e creare col pubblico un legame al massimo vivace, dinamico e genuino. Il tutto condito dalle battute spassose di Tokac, in un clima di vibrazioni positive che in questo tour ha accompagnato per la penultima volta la nascita unica e irripetibile di un blocco di 20 pezzi di contenuto artistico senza eguali. Un’ora e mezza buona, volata in un attimo. Un’atmosfera semplicemente speciale. Stavolta la band ha riservato al pubblico un numero speciale. Il brano Ko hodiš nad oblaki l’hanno infatti eseguito i »roadie« della band, compreso il manager Aleš Uranjek alle percussioni e Slejk dei Moveknowledgement, che di solito fa il fonico del gruppo. Ovviamente chiunque sia venuto al concerto si portava dentro la tacita aspettativa di vedere dei Dan D diversi. E così è stato. Ma diversi in quel modo, a partire da una sana saggezza contadina, nessuno se lo aspettava entrando al Lokalpatriot. Ed è proprio il momento che la band deve realizzare per tenere il pubblico sempre al proprio fianco. È il modo di coccolare i propri fan. E ai Dan D, in questa storia esotica del tour »Tiho«, la mossa è riuscita alla grande. Il numero speciale di Ko hodiš nad oblaki e la ripresa della nuova Kurbin sin (su richiesta del pubblico), nel terzo bis, sono stati solo »la ciliegina sulla torta«.  

Va sottolineato che, nonostante la forte presenza scenica e la sensazione che niente potesse farla deragliare, la band sembrava stanca, soprattutto i volti di Tokac e di Boštjan trasmettevano esaurimento (su Boštjan più avanti in questo reportage c’è un paragrafo a parte).  Si sentiva che i Dan D hanno quella tacita sensazione di felice consapevolezza che il tour è finalmente alla fine. Giustificata. In due mesi i Dan D, insieme alla squadra di tecnici e a tutto lo staff che si prende cura di loro, hanno messo nel tour »Tiho« un lavoro davvero massacrante!

Un’altra cosa va messa in evidenza. Entrambi i concerti al Lokalpatriot sarebbero quasi saltati. Anzi, sarebbero potuti saltare tranquillamente. Cioè con piena ragione. Ma non è successo. Pare che già al concerto di Murska Sobota, il 24.11.2012, Boštjan si lamentasse di dolori. Poi, poco prima della prima serata a Novo mesto, l’hanno portato d’urgenza in ospedale per un’operazione di appendicite. Boštjan quella sera è salito sul palco grazie alla sua volontà incrollabile, alla sua tenacia, alla sua fede e soprattutto alla dedizione e all’amore per i Dan D e per la loro musica. I compagni dei Dan D l’hanno portato al Lokalpatriot direttamente dall’ospedale, ancora »ricucito di fresco«, e a concerto finito l’hanno riportato per la stessa strada, il più in fretta possibile, nelle mani buone e premurose del personale ospedaliero. Anche all’ultimo concerto della band, il 30.11.2012, si è ripetuto lo stesso salvataggio dell’ultimo giro del tour. Un gesto davvero ammirevole da parte di Boštjan, che ha stretto i denti per i compagni di squadra e ovviamente per i fan della band. Un gesto di grande carattere. Diciamolo. Non sarebbe stato necessario. Tutti l’avrebbero capito benissimo, se avesse detto: »No!« Boštjan Grubar è senza dubbio il grande eroe di entrambe le serate al Lokalpatriot, oltre che dell’intero tour »Tiho«.

Chi il 30.11.2012 sarà al Lokalpatriot assisterà a un evento unico, che ricorderà per tutta la vita. Nonostante la band mostri segni evidenti di logorio dopo questa faticosa epopea da maratona, sarà un finale grandioso, che chiuderà questo tour di due mesi davvero coraggiosissimo. Con questo tour i Dan D consolidano il loro meritato status di una delle band più in vista del mainstream musicale sloveno. Lo hanno fatto da veri artisti, portando al pubblico qualcosa di nuovo, fresco, diverso! E da questa esperienza sono usciti ancora più maturi, ancora più ricchi e completamente rinnovati. Probabilmente seguiranno alcuni giorni di riposo, ma se l’energia nella squadra è quella giusta, e dopo quanto vissuto al Lokalpatriot è facile crederlo, speriamo che i Dan D si mettano il prima possibile a comporre e a registrare con calma il materiale per il prossimo nuovo album in studio.

Scaletta

1. San San
2. Počasi
3. Kurbin sin / Rekli so
4. Plešeš
5. Pozitivne misli
6. Polna luna
7. Kozlam
8. Moj problem
9. Kamn
10. Voda
11. Tiho
12. Čas
13. Love Song
14. Tvoje je vse
15. Daj mi daj
—bis I.—
16. Ko hodiš nad oblakI
—bis II.—
17. Jutranja
18. Za naju punca
—bis III.—
19. Kurbin sin

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie