Una notte di prog moderno al Flex di Vienna

Tesseract, Between the Buried and Me in Plini dali lekcijo moderne progresive

ALEŠ PODBREŽNIK
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data: mercoledì, 21.11.2018
luogo: Vienna, Flex, Austria
artisti: Tesseract, Between The Buried And Me, Plini


I prog-metaller inglesi Tesseract negli ultimi anni hanno fatto un bel salto in termini di fanbase, e la band si è fatta notare con una promozione ben curata. I tour si sono susseguiti uno dopo l’altro e quest’anno è uscito il quarto album in studio Sonder (recensione QUI), che la band ha presentato anche al festival Metaldays. Dopo i festival arriva il momento dei club, dove si vede anche la reale popolarità di una band. Visto che ad accompagnare i Tesseract c’erano gli americani Between the Buried and Me e gli australiani Plini, c’era da aspettarsi una bella affluenza.

Il Flex di Vienna, che si trova lungo il canale del Danubio, è più piccolo della celebre Arena, ma resta abbastanza grande da permettere a chi sale sul palco di vedere la sala ben piena e di ricevere una risposta concreta. A provarlo per primi sono stati gli australiani Plini.

Il progetto strumentale Plini, guidato dal giovane e talentuoso Plini Roessler-Holgate, è stato la pecora nera di questo tour. Per genere dovrebbero andare bene con entrambe le band, ma a Vienna questa sensazione non c’era. Detto questo, i Plini hanno suonato il loro set con precisione e convinzione. La musica che hanno portato, però, era troppo tranquilla. Quando Plini si rivolgeva al pubblico sembrava di essere a una serata letteraria con intermezzi musicali. Con la sua band ha mostrato senso della misura, ritmiche interessanti e virtuosismo, ma alla fine qualcosa mancava. Plini è senza dubbio una bella realtà, ma starebbe meglio con un bicchiere di vino in un jazz club col giardino d’estate.

Con i Between the Buried and Me la serata è cambiata sul serio. La band, che quest’anno ha pubblicato l’album Automata in due parti, ha fatto decisamente meglio che nell’ultimo tour insieme a Devin Townsend. Già con il primo pezzo, The Proverbial Below da Automata II, che supera i 13 minuti, hanno mostrato una varietà di generi fuori dal comune. In un solo brano riescono a infilare death metal, metalcore caotico, jazz fusion e rock progressivo. I BTBAM non hanno mai conosciuto limiti. Ma soprattutto è affascinante quanto siano affiatati e organizzati. Viene la sensazione che esagerino, però coi BTBAM è chiaro che lo fanno apposta.

I BTBAM sono proseguiti con l’album Coma Ecliptic. In The Coma Machine il caos è meno invadente, ma resta una faccenda parecchio complessa, con qualche svolta improvvisa. Con il passaggio a Dim Ignition la band ha portato in primo piano l’elettronica, con l’aiuto del bassista Dan Briggs, che con delle tastiere aggiuntive dà una mano a Tommy Rogers, il cantante, a riempire il suono. Per la calma totale i BTBAM hanno suonato Millions da Automata I, preparando il terreno al terremoto che è arrivato col pezzo successivo.

I Between the Buried and Me non si sono dimenticati dell’album Colors, che rappresenta la più grande svolta della loro carriera. Con Sun of Nothing i BTBAM hanno servito aggressività e caos da una parte, orecchiabilità e melodia dall’altra. Sono passati più di dieci anni da quel disco, eppure anche oggi questi brani suonano freschi e innovativi. La chiusura è stata senza dubbio indimenticabile, con il pezzo attuale Voice of Trespass, in cui la band sfiora la musica swing con assoli ingegnosi per poi tornare di colpo al «tipico» stile estremo che la contraddistingue. L’intesa tra i musicisti è al massimo, la voce ha qualche saliscendi ogni tanto, ma i BTBAM dal vivo sono senza dubbio una delle realtà migliori del metal progressivo di oggi.

I Tesseract erano la band principale di questo tour. Con l’ultimo album Sonder, il più corto della loro discografia, hanno mostrato solidità, creatività e un ottimo senso per la produzione. Sono i principali rappresentanti inglesi del cosiddetto djent, il che significa che la band usa chitarre accordate basso e ritmi spezzati. Ma in un’oretta buona i Tesseract sono riusciti a far vedere in cosa si distinguono all’interno di un genere che, nel giro di un paio d’anni, ha stancato molti.

Nei Tesseract non c’è esagerazione nell’accumulo di note e assoli virtuosistici. Con il pezzo d’apertura hanno cominciato piano, ma con grinta. In primo piano è finita la voce melodica di Dan Tompkins, che si è rivelato un cantante in gamba, a cui nessun palco mette in difficoltà. Con «Of Mind – Nocturne» sono venuti fuori groove e ritmica, che però non mostravano ancora i veri assi nella manica della band. Quelli sono usciti con i pezzi del debutto, quando la band ha spinto sulla distorsione pesante, con più aggressività e ritmica.

Con i brani dell’album Polaris i Tesseract hanno calmato il repertorio in modo sensato, anche se c’erano già parti ambient e rilassate un po’ troppo abbondanti, ma almeno le luci del palco hanno reso alla grande. Qui è emersa una dolcezza che prima restava più in ombra. Le cose sono cambiate con Juno dall’ultimo album, che la band prima di questo tour non aveva mai suonato, nonostante sia un favorito. Con Juno i Tesseract mostrano innovazione, progressività e dinamica. La varietà del repertorio è stata confermata da Retrospect e Proxy dall’album Altered State. Senza il pezzo più grosso dell’ultimo album, ovviamente, non si poteva: poco prima della fine è arrivata King, che finora ha raccolto reazioni ottime. Brano lento e pesante con venature atmosferiche, rappresenta il culmine della creatività della band.

Per chiudere, di nuovo un ritorno al debutto con il brano ritmicamente complesso Acceptance. Con questa scaletta i Tesseract hanno servito un best of del momento, anche se a tratti hanno messo troppo in primo piano i pezzi sognanti. Dal vivo i Tesseract entusiasmano, senza dubbio. Il suono era chiaro e potente, le luci danno alla musica un’aria da spettacolo e l’affiatamento della band è al massimo. I Tesseract sono senza dubbio una band che, per quanto riguarda i concerti dal vivo, sta vivendo il suo periodo migliore.

Il Flex di Vienna, pieno zeppo per il concerto di Tesseract, Between the Buried and Me e Plini, ha dimostrato un interesse crescente per le band che mettono al centro originalità e varietà.

autore: Primož Novak
foto: Aleš Podbrežnik


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