Unleashed In The East

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Judas Priest
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 1979
Durata: 60:49
Voto: 3.5/5

Con cinque album in studio alle spalle, per la band era finalmente arrivato il momento di pubblicare il primo album ‘live’. Questo disco dal vivo è di fatto l’unico vero documento storico ufficiale che restituisce il battito del cuore dei Judas Priest e, come la ciliegina sulla torta, chiude un ciclo creativo e il ritratto della band negli anni Settanta. I critici lo chiamano spesso ‘Unleashed in the Studio’ per via dell’incredibile perfezione sonora, che ascoltando il disco ti toglie il fiato al pensiero di come diavolo si possa tirare fuori su un palco una registrazione così perfetta della propria esibizione. Diciamolo: di ritocchi in studio su ‘Unleashed in the East’ ce ne sono stati parecchi, visti con gli occhi di oggi decisamente troppi. Però per l’epoca era roba normale, un trattamento simile lo porta per esempio anche “Strangers in the Night” (U.F.O.), uscito nello stesso anno. Insomma, quella era la tendenza nella produzione dei live album di allora.

L’album scricchiola e crepita in lungo e in largo, da tutta quella elettricità e da quella carica energica. Un Exciter scatenato lo apre con un diretto dritto sul naso. I ragazzi ‘rifiatano’ un attimo con la breve e rilassante, ma non meno carica Running Wild, poi tornano a infilzare il diavolo con Sinner e ci portano tra le braccia del dramma con le canaglie The Ripper e Green Manalishi (With The The Two-Pronged Crown). La versione di Diamonds And Rust su ‘Unleashed in the East’ è ancora oggi con ogni probabilità la migliore in assoluto di questo pezzo, ed è il punto in cui i Priest scaricano la tensione nell’aria e proseguono la loro marcia metal con il culmine epico del disco, Victim Of Changes. Segue una raffica di brani con le palle, sei in tutto (bonus compresi). Portano al massimo la ferocia, la furia selvaggia, la potenza straordinaria, l’eruttività da palco senza compromessi e, ancora una volta, il cuore indistruttibile della band. La massività del suono dei riff di chitarra, l’incandescenza degli assoli, i passaggi pieni di carattere (soprattutto le intro e i fade out) trasmettono una scioltezza estrema da parte dei due chitarristi. Dal vivo i Judas Priest hanno potenziato i pezzi più vecchi, come Sinner, The Ripper, Victim Of Changes, Tyrant, Starbreaker e Genocide, così che in questa registrazione suonano non solo molto più vivi, ma anche decisamente più vivaci, atmosferici, metallizzati fino in fondo e implacabili.

Tutto dal vivo è molto più veloce che in studio, più voluminoso e più melodico, proprio grazie al contrasto accentuato degli strumenti e della voce urlante di Halford, che in cinque anni dal debutto è migliorato in modo incredibile e che ora chiude i versi in modo ancora più bello e pieno. Quanto suonano convincenti i suoi ‘scream’, soprattutto nei pezzi più vecchi come Sinner, Tyrannt, Victim Of Changes o Starbreaker! Il disco è attraversato da cima a fondo dalla straordinaria compattezza della sezione ritmica Binks / Hill. Viene da chiedersi perché diavolo Leslie Binks abbia lasciato la band a fine tour. Il suo fantastico drumming in quel periodo ha sicuramente lasciato un segno indelebile nella musica dei Judas Priest.

L’edizione europea originale contiene poco più di 40 minuti di musica, il nuovo remaster quasi 61. Stavolta i Judas Priest hanno inserito nella ristampa Rock Forever, Delivering The Goods, Hell Bent For Leather e Starbreaker, che prima si trovavano solo sull’edizione giapponese originale dell’album. “Unleashed in the East” è, nonostante l’eccessiva rielaborazione in studio, un ottimo live album, con un’esplosività da palco che per l’epoca era a dir poco scioccante e un suono velenoso di quel metal tagliente sempre più popolare, i cui pionieri erano ormai entrati nel loro periodo creativo più fertile. Negli anni Ottanta.

Formazione

Rob Halford – voce
Glenn Tipton – chitarra
K.K. Downing – chitarra
Ian Hill – basso
Les Binks – batteria

Tracklist

1. Exciter (5:38)
2. Running Wild (2:52)
3. Sinner (7:33)
4. The Ripper (2:41)
5. The Green Manalishi (With The Two-Pronged Crown) (3:18)
6. Diamonds And Rust (3:34)
7. Victim Of Changes (7:11)
8. Genocide (7:21)
9. Tyrant (4:41)

Durata dell’album: 44:49

BRANI BONUS NELL’EDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 2001:
10.Rock Forever
11.Delivering the Goods
12.Hell Bent for Leather
13.Starbreaker

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