Uriah Heep: Very ‘eavy… Very ‘umble
Etichetta: Vertigo Records
Data di uscita: 13. 6. 1970
Produzione: Gerry Bron
Durata dell’album: 40.07 min
Genere: Heavy Rock / Hard Rock
Voto: 8.0/10
Nella tarda primavera del 1970 comincia la storia di un nuovo fenomeno che ha influenzato radicalmente lo sviluppo della scena rock e che, con la sua unicità, le ha lasciato per sempre un segno indelebile. Come i critici accolsero il debutto è ormai una storia più che famosa. Si va dalle parole di Melissa Mills sulla rivista musicale Rolling Stone: “Se questa band dovesse mai farcela, sarò costretta a uccidermi!”, fino a quelle di chi, nelle proprie recensioni, si fissava sulla parolina “heavy” nel titolo del debutto degli Uriah Heep per poi paragonare il livello di distorsione della loro musica a quello di Deep Purple e Led Zeppelin, due band di tutt’altra pasta. Che approccio infantile. Eh già, per vendere meglio le proprie “scritture” bisogna inventarsi qualche storia succosa, e gli Uriah Heep furono il perfetto agnello sacrificale in questo caso.
Gypsy ammazza. L’esplosività del duetto tra organo Hammond e riffing di chitarra, l’espressiva voce di Byron accompagnata da magnifiche linee di cori stratificati, una parte centrale piena di improvvisazione e un finale psichedelico (moderno per l’epoca) hanno chiarito subito, fin dall’inizio, cosa volevano gli Uriah Heep. Un mix di cose già sentite e di approcci musicali freschi, “tipicamente heepiani”, ancora inesplorati. A livello di stile, Gypsy tende al progressive. Con la loro originalità gli Heep si sono messi subito al fianco dei nomi affermati e, già col debutto, hanno aperto alla scena musicale nuove dimensioni all’orizzonte, ancora inesplorate, che i critici hanno ignorato, volontariamente o meno.
Le otto canzoni sono composizioni variegate, nettamente distinte tra loro e ciascuna compiuta in sé. Walking In Your Shadow, che segue Gypsy, è costruita ancora su un riff forte ed espressivo, ma è più compatta o, meglio, più facile da digerire per le orecchie. I’ll Keep On Trying è in pratica l'”equalizer” a effetto di Gypsy, pieno di motivi espressivi, svolte imprevedibili nel pezzo e un assolo di Mick piazzato con intelligenza nella parte centrale, che si incastra con cura nell’intera composizione. L’esperimento progressive intitolato Wake Up (Set Your Sights), carico di una grande varietà di abbellimenti alla batteria e di cambi di ritmo che bucano il pezzo, si chiude in modo mistico con la voce di David in primo piano, tutta presa dal momento, circondata da uno stupefacente arrangiamento orchestrale. Una chiusura geniale per il disco, che lascia la storia in sospeso.
Attenzione speciale se la merita la cover Come Away Melinda. I versi sono impostati come un dialogo tra una figlia e un padre. È la manifestazione dell’approccio più “morbido” e incredibilmente sensuale di David, sostenuto da chitarra acustica e orchestrazioni fenomenali (introduzione col flauto e altre spezie), che ti conquista in un attimo con la sua forza di persuasione. Il ragazzo si è abbandonato all’espressione musicale in totale sincerità, cioè ci ha messo l’anima. Con una sensibilità raffinata ha adattato con flessibilità il timbro della voce e ha interpretato alla grande entrambi i ruoli nel pezzo. In più, in fase di produzione di questa canzone si sono inventati un altro trucchetto: hanno separato il dialogo tra il monitor sinistro e quello destro, per ottenere un ulteriore contrasto (voluto), e ci sono riusciti in pieno.
In Dreammare, invece, emerge per la prima volta in modo evidentissimo il marchio di fabbrica del gruppo, che in futuro sarebbe stato ulteriormente perfezionato e per il quale gli Uriah Heep sono famosi ancora oggi, come maestri insuperati di questo ingrediente musicale. L’inserimento di armonie vocali stratificate a cinque voci crea dentro la composizione un’atmosfera irripetibile, che solo la chimica degli Uriah Heep dell’era Byron sapeva evocare. La magia era nata.
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Gypsy (6:37)
2. Walking In Your Shadow (4:31)
3. Come Away Melinda (3:46)
4. Lucy Blues (5:09)
5. Dreammare (4:39)
6. Real Turned On (3:37)
7. I’ll Keep On trying (5:24)
8. Wake Up (Set Your Sights) (6:22)
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 1996:
1. Gypsy (2:57) edited and remixed version, released on several singles and compilations
2. Come Away Melinda (3:42) alternate version, previously unreleased
3. Born In A Trunk (3:45) out-take, previously unreleased alternate version of a song released for the first time on ‘The Lansdowne Tapes’ (1993)
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 2003:
1. Bird Of Prey – original single b-side version (=US album version)
2. Born In A Trunk – alternate version, previously unreleased
3. Come Away Melinda – alternate version, previously unreleased
4. Gypsy – extended mix, previously unreleased version
5. Wake Up (Set Your Sights) – alternate version, previously unreleased
6. Born In A Trunk – instrumental version, previously unreleased
7. Dreammare – BBC live version, previously unreleased
8. Gypsy – BBC live version, previously unreleased
Formazione:
David Byron – voce principale
Ken Hensley – organo, slide guitar, Mellotron, pianoforte e cori
Mick Box – chitarra elettrica & acustica e cori
Paul Newton – basso, cori
Ollie Olsson – batteria, percussioni
Ringraziamenti speciali della band:
Alex Napier – batteria in tutti i brani a eccezione di ‘Dreammare’ e ‘Lucy Blues’
Colin Wood – tastiere in ‘Come Away Melinda’ e ‘Wake Up (Set Your Sights)’
