Vecchie volpi al Teden mladih! (2012)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Down Town, Kranj
Data del concerto: 17.05.2012
Presenze: 100
Come ogni anno, anche il Teden mladih di Kranj ha regalato una serata di concerti metal davanti al leggendario Down Town. Negli anni scorsi nel cortile del Down abbiamo visto un sacco di concerti di band metal di casa nostra e, come uno dei primi eventi open air, è un bell’antipasto della stagione dei festival estivi. Stavolta le temperature ancora piuttosto fresche di maggio a Kranj le hanno scaldate gli sleazer di Medvode Street Creeps, i thrasher Eruption e i veterani Requiem.
I glam/sleaze Street Creeps di Medvode sono saliti sul palco alle otto, davanti a un piazzale completamente vuoto, dove però pian piano è finito per gocciolare un po’ più di gente. Il glam/sleaze metal non è proprio la mia tazza di tè, ma devo dire che gli Street Creeps hanno portato a casa i loro trenta minuti in modo più che solido. Nello stile dei Mötley Crue, i ragazzi, look compreso, hanno presentato materiale originale che somiglia soprattutto al nuovo sleaze europeo alla Crashdiet; il problema più grosso della band è che i pezzi si assomigliano un po’ troppo tra loro. Gli Street Creeps sono energici e sul palco si muovono con totale scioltezza, cosa lodevole soprattutto considerando i chilometri quasi a zero all’attivo della band. Allo show teatrale ha pensato anche il frontman Nejc, che ha scaldato e coinvolto il pubblico con successo, solo che non mi è proprio chiaro cosa c’entri versarsi sangue addosso nel glam metal.
Con gli Eruption la serata ha preso finalmente la piega giusta: sotto il palco si è radunata molta più gente, che ha interagito con la band con tutta l’energia possibile, ha fatto headbanging e verso la fine di un set decisamente troppo corto si è lanciata anche in un valzer tossico. Nonostante le tristi circostanze, gli Eruption hanno suonato il concerto con una bella dose di professionalità, aggressivi e crudi, col piede incollato all’acceleratore. Buco è in forma vocale sempre migliore, e Tegla e Čuk, ormai non più così teenage mutant turtles, si sono inseriti alla grande nella band. Tegla Hunting ha menato sulla batteria senza un briciolo di pietà, mentre Andrej ha dimostrato che insieme a Tim forma già una delle migliori coppie di chitarristi sloveni. Il poco tempo a disposizione non ha permesso agli Eruption di sciogliersi del tutto, ma in compenso hanno sparato senza pietà gli inni del debutto Lifeless Paradise – Democracy, Electrifried, Monumental Mind e The Auditors – mescolandoli a pezzi che troveranno posto nel disco in arrivo. Unparticled Matter e Selfcaged non sono più una novità, ma stavolta gli Eruption, con la presentazione in anteprima del nuovissimo mazzuolo Fractured, hanno dimostrato di non fermarsi davanti a niente. Il pezzo, dalla struttura complessa, ricorda un po’ i Forbidden e, con i suoi tanti »hook« e le linee che sfondano le porte, è una delle cose migliori che abbiamo sentito finora dagli Eruption!
Il menage-a-trois del giovedì l’hanno chiuso i vecchi gattoni heavy metal della scena slovena, i Requiem, che volano sulle ali del disco uscito da poco, Fallen Angel. I ragazzi hanno aperto il concerto proprio con un pezzo nuovo, Let It Hurt, che in un attimo si è fuso perfettamente con il materiale classico della band e, insieme alle altre novità, è la prova che Fallen Angel è davvero un disco eccellente. Una band affiatata e di ottimo umore ha di nuovo messo in piedi, sotto la bacchetta dell’inimitabile Sergej Škofljanec, uno show come solo i Requiem sanno fare. Il pubblico l’hanno tenuto in pugno fin dalla prima nota, e l’energia positiva fuori dal comune che pervade ogni concerto dei Requiem non è calata fino alla fine. Sergio ha dimostrato ancora una volta quelle doti vocali che ogni cantante heavy metal/hard rock può solo sognarsi e, con la sua solita vena scherzosa, ha anche legato con efficacia tutta la scaletta, che è filata liscia come l’olio. Con i pezzi più veloci (gli immancabili Križarji, la corsaiola All Night Long e la sempre fantastica Zvezdno nebo) i Requiem sono riusciti a far scorrere il sangue nelle vene, mentre con i brani hard rock più incisivi e più lenti (Kaja, Čarovnice) hanno scaldato i presenti sotto il palco. Abbiamo assistito a un altro concerto da urlo dei Requiem, di quelli a cui da loro, alla fin fine, siamo ormai abituati – ma ogni volta siamo contenti da matti di esserci.
Scaletta
ERUPTION:
1. Democracy
2. Fractured
3. Electrifried
4. Unparticled Matter
5. Monumental Mind
6. Selfcaged
7. The Auditors
Galleria fotografica




































