Veracious

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hammill, Peter
Etichetta: Fie! Records
Uscita: 2006
Voto: 4.5/5

Peter Hammill, visionario della musica, indistruttibile dottore della poetica post-apocalittica e uno dei più grandi cantanti fuori di testa della nostra epoca, ha passato buona parte del 2005 tra le attività legate alle ritrovate leggende del progressive rock Van Der Graaf Generator, che nello stesso anno hanno pubblicato anche un nuovo album, “Present”. Ma già l’anno dopo l’iperattivo Hammill è tornato in studio per dedicarsi anima e corpo alla sua carriera solista, non meno entusiasmante, che comprende un opus maestoso e sterminato di lavori stilisticamente variegatissimi di questo visionario unico nel suo genere. Per un stakanovista e un genio come Hammill, più di un anno di pausa dalla carriera solista, per quanto incredibile possa sembrare, è un campanello d’allarme: è ora di far uscire qualcosa di nuovo. Per questo nel 2006 ha messo temporaneamente in pausa qualsiasi attività legata ai Van Der Graaf Generator e ha incanalato tutte le sue energie creative nel portare a termine il lavoro solista che aveva in mente. Uno dei due risultati (l’altro è l’album in studio “Singularity”) è “Veracius”, registrato dal vivo e in cui Hammill torna a collaborare con il violinista Stuart Gordon. I due avevano già suonato insieme nei concerti di Hammill e in passato erano usciti due live con Gordon, “Room Temperature” (1990) e “The Union Chapel Concert (with Guy Evans)” (1997). Da questa tradizione viene da concludere che Gordon sia uno dei musicisti più azzeccati per una collaborazione, visto che nessun disco inciso da lui e Peter è mai stato anche solo lontanamente sbagliato. Tra loro due c’è sempre una chimica sul palco incredibile. Vale la pena ricordare che “Veracious” arriva sette anni dopo l’ultimo live di Hammill, l’ottimo “Typical- Solo Performances” (1999), molto più simile a una classica registrazione di concerto, con la maggior parte dei suoi brani più noti e qualche pezzo dei VDGG. Con “Veracious” ci ritroviamo ora davanti a un altro live di Hammill che vale ogni singolo minuto.

Stavolta riassumo l’impressione complessiva su questa registrazione dal vivo così: “Veracious” è un ottimo documento, che mi ha subito e per parecchio tempo catapultato in un ascolto intensissimo, e che indirettamente mi ha regalato una bella dose di momenti estatici nel corso di più di un’ora di questa magistrale espressione hammilliana, fatta di pezzi scelti con cura che di solito non suona poi così spesso. Sulla registrazione Hammill non mostra il minimo segno di stanchezza e nemmeno di aver già detto l’ultima parola nella sua continua scoperta di nuovi orizzonti musicali. Anche dal vivo Peter brilla come ha brillato nei momenti migliori della sua ricca carriera. Quando si parla di lui, si parla di eccellenza e perfezionismo nelle idee musicali e di un equilibrio straordinario tra genialità e un’energia incredibile fatta di aspetti fuori dall’ordinario. Non a caso Hammill è stato definito da molti conoscitori del suo percorso musicale una mente geniale. “Veracius” è quindi un bello spaccato di questa mente meravigliosa e di tutte le virtù del suo approccio artistico alla musica. È un disco che ancora una volta supera tutti i limiti imposti da concetti come “standard”, “normalità” o “quotidianità”. “Veracious”, con una scelta di brani insolita ma azzeccata, non contiene proprio nulla dai suoi due precedenti album in studio, “Clutch” (2002) e “Incoherence” (2004), in compenso propone tante altre dimostrazioni, soprattutto meno conosciute, dal maestoso opus di Hammill.

Con l’aiuto di Gordon, Hammill sceglie un approccio completamente diverso e fresco all’esecuzione dei singoli pezzi, che si distanziano parecchio dalle versioni in studio. Mi esalta soprattutto come affronta i suoi brani più lunghi e più energici. L’assenza di batteria o di una linea ritmica qualsiasi dopo un paio di minuti non si sente più. La maggior parte delle esecuzioni poggia soprattutto sull’ottima combinazione tra la voce incredibile di Peter (di cui si è già detto tanto e se ne dirà ancora) e il modo in cui usa i vari strumenti (che sia il piano o la chitarra), più il contributo entusiasmante e alla pari del violino di Gordon, che dà vita a un sacco di arrangiamenti splendidi. Hammill è in una forma vocale incredibile, fenomenale, e non molla un attimo. Sia quando usa un approccio più crudo sia nei momenti più malinconici. Gordon, dal canto suo, più che da ospite si presenta come un partner alla pari. La maggior parte dei pezzi alza davvero l’asticella e ti fa girare la testa, come l’esecuzione della a tratti dementissima “Like Veronica” (None Of The Above, 2000). Per il resto, “Veracious” continua degnamente l’alta tradizione e la forma delle interpretazioni dal vivo di Hammill anche con le versioni entusiasmanti di altri brani come “Amnesiac” (X My Heart, 1996), “Nightman” (This, 1998) o “A Way Out” (Out Of Water, 1990). Tutti i pezzi del disco sono stati suonati in tre diverse location, ma mentre ascolti non te ne accorgi affatto, perché funziona come un tutto riuscito. L’atmosfera cresce di continuo, dal cupo e nebuloso fino a espressioni esoteriche fuori dal comune. Tutti gli amanti di Hammill, ascoltando “Veracious”, vivranno una vera manifestazione di miracoli nell’interpretazione di questo gigante della musica,

“Veracious” dimostra più che chiaramente che il maestro Hammill, anche dal vivo, è ancora un artista musicale senza paragoni. Sembra quasi che per lui il tempo non scorra, tanto non molla di un millimeta nel realizzare, in un modo o nell’altro, le sue incredibili visioni artistiche. “Veracious” è un lavoro che può registrare solo uno che si muove a un livello così alto e particolare come il suo. Questa esperienza dal vivo non può certo farsela scappare nessun vero fan della sua carriera solista. Anche in questo secolo Hammill resta uno dei pochi artisti musicali a portare in scena le proprie opere con un’energia artistica incredibile, la stessa che hanno alcuni artisti fuori dal campo musicale (letteratura, teatro, cinema, pittura). Una vera delizia live per tutti i palati musicali fini in cerca della prova che il rock può essere parte integrante dell’alto artigianato artistico anche nel XXI secolo!

Formazione

Peter Hammill – voce, chitarra, tastiere
Stuart Gordon – violino

Produzione

Peter Hammill

Tracklist

1. A Better Time (5:13)
2. Gone Ahead (5:02)
3. Driven (4:17)
4. Nothing Comes (4:23)
5. Amnesiac (6:15)
6. Nightman (5:54)
7. Like Veronica (8:52)
8. Bubble (5:26)
9. Easy to Slip Away (6:03)
10. Primo on the Parapet (9:17)
11. Shingle Song (5:12)
12. A Way Out (8:14)

Durata dell’album: 74:08

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