Vigilante

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Magnum
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1986
Voto: 4.5/5

Con “Vigilante”, il loro sesto album in studio, i Magnum hanno costruito alla grande sul successo clamoroso dell’indimenticabile capolavoro “On A Storyteller’s Night” (1985), che gli aveva regalato fama mondiale come campioni di un rock melodico condito di misticismo. Di conseguenza hanno spinto ancora di più sulla commercializzazione del loro suono, avvicinandosi a un AOR quasi puro, che per una band nata per conquistare un giorno le onde radio di tutto il mondo non era certo una brutta direzione. Il che significa che “Vigilante” trasuda ancora più texture di sintetizzatori, brani più corti e meno momenti sperimentali, ma in compenso ancora più attenzione alla raffinatezza melodica dei singoli arrangiamenti. “Vigilante” non è affatto una creatura epica come il suo possente predecessore, quel disco dei Magnum “perfetto” per eccellenza, ma i suoi pregi principali stanno altrove.

Rispetto alla maggior parte delle band AOR popolari dell’epoca, i Magnum hanno mantenuto un invidiabile senso per gli arrangiamenti sinfonici magniloquenti e per gli intermezzi strumentali drammatici, dimostrando di non aver mai rinnegato del tutto le loro radici prog rock. Anche su “Vigilante” l’atmosfera mistica, così tipica della band, non manca di certo. Una mossa quasi decisiva per il suono di “Vigilante” è stata affidare la produzione al leggendario batterista dei Queen Roger Taylor e a David Richards. Il contributo di Taylor in produzione (tra l’altro, in due brani ha partecipato anche come corista) ha avvicinato il loro suono, in modo più che evidente, a quello dei Queen di quel periodo.

Di conseguenza le tastiere in produzione sono state spinte molto più in primo piano rispetto al rapporto con la chitarra. Eppure Tony Clarkin non si è affatto risparmiato, sfoderando con energia i suoi riff di marca e assoli ispirati. La sua chitarra mantiene sempre il giusto equilibrio tra la succosità heavy rock e la pomposità da arena rock delle texture sinfoniche del tastierista Mark Stanway. In mezzo, come sempre, c’è l’insostituibile voce di Bob Catley, un cantante di calibro fuori dal comune, che non smette di entusiasmare con le sue performance cariche di energia. Quanto all’interpretazione delle storie mistiche, da sempre gli fa seria concorrenza solo Ronnie James Dio (ex-Rainbow, Black Sabbath, Dio). I testi di Clarkin, qui, sono cambiati sensibilmente a favore di vicende amorose e confessionali, che per la prima volta hanno la precedenza sulle favole mistiche e sui messaggi pacifisti. Senza dimenticare che in questo periodo il nuovo batterista dei Magnum diventa Mickey Barker, che ha preso il posto di Jim Simpson. Barker è rimasto nella band per tantissimo tempo e per parecchi anni ha fatto impazzire i fan dei Magnum con il suo stile potente e senza compromessi.

Se ci facciamo una passeggiata tra i singoli brani, scopriamo gemme AOR di ogni tipo e tanti classici dei Magnum che ancora oggi non smettono di esaltare con i loro ritornelli contagiosi e i loro arrangiamenti melodici grandiosi. L’iniziale “Lonely Night”, primo singolo dell’album, è uno di quei classici AOR che con una forza magica ti riportano dritto negli anni ’80. Con il suo ritornello romantico e gli arrangiamenti eleganti è quasi un hit nato per esserlo. Anche la magica power ballad “Need A Lot Of Love” è ancora oggi una parte irrinunciabile dei loro concerti. Quando senti la combinazione raffinata di finezze di sintetizzatore, riff di chitarra melodrammatici e la performance vocale straordinariamente sentita di Catley, non è difficile capire perché.

L’ottima “Sometime Love” sfoggia un ritornello da inno possente, trovate argute di sintetizzatore, l’entusiasmante aiuto di Roger Taylor ai cori e succosi passaggi di chitarra di Clarkin. In “Midnight (You Won’t Be Sleeping)”, secondo singolo dell’album, Clarkin mostra ancora una volta il suo amore per la chitarra acustica con accordi pastorali in apertura, per poi lasciare spazio a un ritornello epico nella migliore tradizione della band. Divertentissimo anche l’inserto di sassofono, suonato dall’ospite speciale Daniel Bourquin, che si incastra alla grande con gli arrangiamenti magniloquenti di sintetizzatori e chitarra. “Red On The Highway”, uno dei pezzi obbligati del tuo autoradio, è un brano un po’ più senza compromessi e di impronta heavy rock, con tanti passaggi di batteria massicci e riff di chitarra elettrizzanti, segnato soprattutto da un ritornello da inno incredibilmente contagioso e da ottimi assoli dei due protagonisti strumentali principali. “Holy Rider” è quasi un grido di battaglia, con riff hard rock taglienti, belle texture di sintetizzatore e un’espressione vocale incazzata che fa risaltare con successo il lato più duro della loro medaglia sonora.

Segue l’inno da risveglio delle coscienze “When The World Comes Down”, terzo singolo dell’album, in cui si sente più che chiaramente che il signor Roger Taylor ci ha messo lo zampino, visto che ricorda parecchio uno dei leggendari inni dei Queen. Vale sia per le trovate di sintetizzatore sia per i cori di Taylor nel ritornello da scuotere le coscienze. A Taylor sono sempre piaciuti moltissimo questi inni di denuncia sociale, e nella sua collaborazione a questo classico dei Magnum si è senza dubbio divertito un mondo. Colpisce anche l’uso dei suoni di flauto andino attraverso i campionamenti dei sintetizzatori, che regalano al brano un fascino mistico tutto particolare.

La title track, “Vigilante”, un vero peso massimo dell’AOR, si potrebbe scegliere senza problemi come il pezzo migliore del disco. Dopo un’intro relativamente innocente arriva una crescita drammatica dell’atmosfera, tra arrangiamenti sinfonici magniloquenti di tastiere e succosi riff di chitarra. La ricchezza maggiore del brano, come nella gran parte dei classici dei Magnum, è un ottimo ritornello epico, che incanta l’ascoltatore con la sua raffinatezza melodica e lo carica di una dose straordinaria di energia cinetica. Dopo questa delizia di rock melodico arriva un finale da sogno con “Back Street Kid”, che incarna tutto ciò che rende i Magnum degli specialisti unici dell’art rock melodico – una performance vocale eccezionale con picchi nel ritornello drammatico, passaggi di batteria infuocati, riff di chitarra succosi e passaggi di tastiere grandiosi che portano l’ascoltatore in un viaggio indimenticabile e unico.

Era difficile, anzi impossibile, dare un seguito a un capolavoro come “On A Storyteller’s Night” con un altro grande album. Eppure i Magnum con “Vigilante” ce l’hanno fatta, centrando l’impresa grandiosa di creare un altro classico AOR sulle cui note ancora oggi si scioglie il cuore anche del più esigente fan del rock melodico di qualità. Il loro senso raffinatissimo nel creare melodie contagiose grazie alla sofisticazione strumentale da art rock ha aperto con questo album un nuovo capitolo nella storia della musica AOR. Allo stesso tempo hanno dimostrato che “On A Storyteller’s Night” era ben lontano dall’essere il loro apice creativo e che avevano ancora scorte più che sufficienti per creare capolavori senza tempo. La pietra miliare per il fatto che col disco successivo, “Wings Of Heaven” (1987), un altro capolavoro indimenticabile che in questa categoria occupa il secondo posto nella discografia dei Magnum (“On A Storyteller’s Night” resta un caso a sé), avrebbero raggiunto definitivamente il loro apice creativo e commerciale, era ormai stata posata. Più che sufficiente perché “Vigilante” si meriti il titolo di uno dei migliori album AOR di tutti i tempi.

Formazione

Bob Catley – voce
Tony Clarkin – chitarra
Wally Lowe – basso
Mark Stanway – tastiere
Mickey Barker – batteria

MUSICISTI OSPITI:

Roger Taylor (Queen) – cori nei brani 3 e 7
Daniel Bourquin – sassofono nel brano 4

Produzione

Roger Taylor e David Richards

Tracklist

1. Lonely Night (3:48)
2. Need A Lot Of Love (4:37)
3. Sometime Love (4:27)
4. Midnight (You Won’t Be Sleeping) (4:08)
5. Red On The Highway (4:12)
6. Holy Rider (5:18)
7. When The World Comes Down (5:20)
8. Vigilante (5:30)
9. Back Street Kid (5:03)

Durata dell’album: 43:36

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