Vortex

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Schon, Neal
Etichetta: Music Theories Recordings
Uscita: year
Durata: 97:06
Voto: 4.5/5

Quando si parla del chitarrista dei Journey Neal Schon e delle sue imprese sosoliste, c’è da aspettarsi un album di sorprese positive! Nel 2012 Neal Schon ha pubblicato l’album »The Calling«, in cui faceva l’occhiolino alle radici della fusion jazz rock. Un album eccellente. Non meno eccellente è stato il seguito, tutt’altra storia, quando lo scorso maggio è uscito »So U«: un album hard rock marchiato a fuoco dalla voce e dalle chitarre pesanti. Con »Vortex« invece Neal Schon torna a fare gli occhi dolci alla fusion jazz rock. In sostanza »Vortex« è ovviamente un album rock, che però per diciotto tracce civetta senza vergogna con elementi di musica jazz (la dedica d’apertura a Miles Davis, intitolata Miles Beyond) e di world music (El Matador, Cuban Fly Zone).

Visto che la formazione dei Santana si è ritrovata con la line-up di fine anni Sessanta e inizio Settanta, con Carlos Santana (chitarra), il nostro valoroso Neal Schon (chitarra), Gregg Rolie (tastiere), Michael Carabello (percussioni) e Michael Schrieve (batteria) come pilastri, da Schon ci si poteva in fondo aspettare un album »d’allenamento« come »Vortex«. Per il nuovo disco ha quindi coinvolto anche la squadra che l’aveva accompagnato in »The Calling«, compreso l’ospite speciale Jan Hammer.

»Vortex« è Neal Schon! Dalla testa ai piedi. Qui si sente tutta l’essenza musicale di questo musicista dalle mille sfaccettature. In questo album si prende il suo tempo e si esprime davvero a piena luce, offrendo uno sguardo diretto sul proprio biglietto da visita musicale, che lo incarna alla perfezione. Il suo suono è essenziale, riconoscibile in un istante. Il suo stile, cioè il modo di approcciare la composizione di brani e assoli, ancora di più. Lo strumento che su entrambi i dischi prende il posto della voce è la chitarra. È romantica, sognante, infuocata, passionale, ma anche estremamente esplorativa e pericolosamente  carica di rock. Schon, che si è sposato da poco, ha trovato nella nuova compagna di vita una musa, e questo evidentemente lo ispira in modo particolare. Al momento giusto. Le ha dedicato due brani, la romantica e innamoratissima Lady M e Triumph of Love, che mostrano subito perché i Journey siano sempre stati così forti nel creare ballad. Tutti i 18 brani dell’album, sparsi sui due dischi, raggiungono una varietà straordinaria e un senso incredibile per il dosaggio di una musicalità ultra contagiosa da una parte e di sfide sperimentali da spirito libero dall’altra. Entrambi gli elementi convivono ancora una volta in un equilibrio brillante, e questo disco, pieno di motivi guida ben definiti e di un’esecuzione audace e potente, si evolve di continuo tra cambi d’atmosfera molto dinamici. Non annoia nemmeno per un attimo, anche se ci sono quasi 100 minuti di musica.

Proprio il brano più lungo, Tortured Souls, che Schon ha dedicato a tutte le anime inquiete del mondo perché trovino la pace, visto che di sofferenza al mondo ce n’è fin troppa, offre – per come fonde forme melodiche e valore sperimentale sul poligono di assoli straordinari di Schon – uno sguardo diretto non solo sull’essenza di »Vortex«, ma anche su quella del talento musicale e della maestria dell’unico Schon. L’album d’altronde eccelle in scorribande sfrenate di fusion jazz rock. Così  Schon & Hammer Now è un’altra fuga tra le braccia della fusion jazz rock, con Jan Hammer ospite alle tastiere, ma il brano NS Vortex, subito dopo, la supera ancora con tutta la sua stupefacente virtuosità. Chi cerca un compatto schiacciasassi rock troverà in AirlinerNS910 una corsa rally infuocata e pericolosa.

La produzione è viva e piacevolissima. Alla chitarra di Schon le tastiere offrono un sostegno costante e straordinario nel creare contrasti e colorare gli arrangiamenti; dall’altra parte c’è l’esperto maestro della batteria ed ex membro dei Journey Steve Smith. Una garanzia. Chimica palpabile tra i tre musicisti.

Evidentemente per un bel po’ non avremo un nuovo album dei Journey, visto che questo è già il terzo disco in studio consecutivo di Neal Schon, che con certe associazioni a tratti irrita parecchio. Queste rimandano infatti al lavoro dei celebri maestri dell’AOR. »Vortex«, uscito a un solo anno dal predecessore »So U«, è un album molto diverso. Stilisticamente. Allo stesso tempo però mantiene tanta ispirazione, una montagna di idee e soluzioni brillanti e la sfida a pieno sangue dell’io creativo di un genio inesauribile, quello dell’unico Neal Schon. Speriamo che, con una forma e uno slancio creativo così, Schon scriva nei prossimi anni ancora qualche album in studio da solista, anche se sarebbe bello – e sarebbe ora – che anche i Journey si decidessero piano piano a entrare in studio per un nuovo disco.

Formazione

Neal Schon – chitarra, basso
Igor Len – tastiere
Steve Smith – batteria 

MUSICISTA OSPITE:
Jan Hammer – tastiere nel brano n. 2 (CD2) 

Produzione

Neal Schon

Tracklist

CD1
01. Miles Beyond
02. Awakening
03. Cuban Fly Zone
04. El Matador
05. Eternal Love
06. In a Cloud
07. Irish Cream
08. Lady M (Our love Remains)
09. NS Vortex

CD2
01. Tortured Souls
02. Schon & Hammer Now
03. Airliner NS910
04. Unspoken Faith
05. Twilight – Spellbound 
06. Triumph of Love
07. Mom
08. Talk to Me
09. White Light

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