Welcome To The Stage

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Arena
Etichetta: Verglas Records
Uscita: 1997
Durata: 73:27
Voto: 4.5/5

La maggior parte delle band rock pubblica il primo album dal vivo quando ha appena sfondato sulla ‘mappa musicale mondiale’ o quando è al culmine artistico e commerciale, e si sa già che un disco del genere andrà a ruba. Gli Arena, eccellenze inglesi del neo prog rock, se ne sono altamente fregati e hanno pubblicato il loro esordio live, »Welcome To The Stage«, registrato durante un concerto a Quebec, in Canada, subito dopo i primi due album in studio, cioè »Songs From The Lions Cage« (1995) e »Pride« (1996), e l’EP »The Cry« (1997), con cui ai fan si era presentato per la prima volta il virtuoso della chitarra John Mitchell (It Bites, Kino).

Il momento per un live era scelto bene: sotto la guida dei due fondatori, l’ex batterista dei Marillion Mick Pointer e il mago delle tastiere Clive Nolan (Pendragon, ex-Shadowland), in poco tempo gli Arena si erano conquistati con due ottimi lavori in studio una cerchia piccola ma fedelissima e granitica di seguaci, che adoravano il loro approccio decisamente più duro e cupo al neo prog rock rispetto agli altri esponenti di questo sottogenere del progressive rock o, per dirla in modo molto più appropriato, movimento.

Oltre a Pointer, Nolan, Mitchell e al mitico bassista John Jowitt (ex-IQ, Jadis), che ancora oggi fanno parte di questa band ignorata in modo criminale e che in un’altra dimensione e in un altro tempo avrebbe di sicuro riempito stadi in tutto il mondo senza fatica, all’epoca nel gruppo c’era anche un cantante carismaticissimo, Paul Wrightson, che a molti fan manca ancora oggi, anche se i suoi due successori, Rob Sowden e l’attuale cantante degli Arena Paul Manzi, sono a loro volta un capitolo a parte quanto a eccellenza vocale.

Gli Arena non sarebbero stati dei veri inglesi senza un pizzico di humor, e così per aprire il concerto hanno piazzato un’intro strumentale burlesca e pomposa, una delle più celebri classiche di tutti i tempi, il William Tell di Rossini (»William Tell Overture«), che scatena le emozioni di un pubblico inaspettatamente rumoroso ancora prima che la band salga sul palco. La scaletta è composta, com’è logico, dai classici dei due lavori in studio citati e dal brano »The Healer«, che arriva dall’EP »The Cry«. L’epica bomba d’apertura »Valley Of The Kings«, che rispecchia benissimo il loro stile dei primi tempi, quando si sentivano molte più influenze di Genesis e Marillion che in seguito, regala un avvio energico a questa splendida epopea live, mentre in »Out Of The Wilderness« si aprono anche distese ambient un po’ più cupe.

La presenza chitarristica di Mitchell si fa sentire eccome nell’interpretazione dei classici su cui suonava il suo predecessore Keith Moore: li amplia con improvvisazioni extra senza però andare troppo ‘per conto suo’. »Midas Vision«, uno dei favoriti del pubblico, anche dal vivo si conferma un classico dalle dimensioni epiche, che a ragione è rimasto a lungo nelle scalette dei concerti successivi degli Arena. Il suo ritornello che ti scuote e l’atmosfera mistico-enigmatica centrano sempre l’effetto desiderato, mentre il canto di Wrightson è una fonte inesauribile di carisma tutto suo, con cui, attraverso metafore mitologiche di cui nei testi non c’è mai penuria, ogni volta veicola una dura critica sociale.

Il già citato inno »The Healer«, in cui le doti virtuosistiche dei singoli membri tornano a brillare in tutta la loro magnificenza, è una delle poche composizioni più brevi nella scaletta di »Welcome To The Cage« e, con il suo ritornello possente, è perfetta per far impazzire il pubblico già surriscaldato. La splendida esecuzione dell’epopea ‘vittoriana’ di quasi 14 minuti »Sirens«, in cui Wrightson, in un clima marcatamente cupo e malinconico, si trasforma di nuovo in un ‘narratore’ attento di storie tese sui tipici smarrimenti umani in una società distopica, è uno dei picchi di »Welcome To The Stage«. »Medusa«, un altro dei beniamini, dove il signor Nolan brilla anche al pianoforte, è come previsto uno di quei momenti in cui band e pubblico, scambiandosi energia dal vivo, si connettono nel modo più autentico.

»Welcome To The Cage«, che Wrightson annuncia in modo smaccatamente pomposo, grazie al testo, in cui spicca un verso con la parola ‘Arena’, potrebbe essere considerata la miglior approssimazione possibile di un inno rappresentativo della band. Eppure, per volere della maggior parte dei fan, negli anni questo ruolo è passato al sempreverde »Jericho«, dall’atmosfera molto più intima, uno dei rarissimi classici degli Arena con un mood decisamente positivo e un ritornello che è sempre tra i momenti clou dei loro concerti. Chiudere questa registrazione con la magnifica esecuzione del capolavoro epico »Solomon«, che ancora oggi non può mancare a nessun concerto degli Arena e in cui i membri della band regalano ancora una volta un dramma indimenticabile fatto di maestose dimensioni ambient, non poteva essere un modo migliore di salutare il palco, anche se alla fine di »Welcome To the Stage« manca il bis di tre brani suonati quella sera.

Al loro debutto dal vivo gli Arena reggono con grande successo lo sguardo di Medusa, resistono ai richiami ammaliatori di Sirens, abbattono le mura di Jericho, si fanno beffe della Midas Vision e ascoltano la saggezza di Solomon. Nel complesso è uno dei loro documenti live migliori in assoluto, nonché uno dei migliori album dal vivo di progressive rock della seconda metà degli anni Novanta. C’è comunque un difetto: come detto, mancano tre brani del bis, e cioè »Empire Of a Thousand Days«, »Fool’s Gold« e »Crying For Help IV«, che quella sera furono suonati a loro volta. Si trovano sull’EP dal vivo »Welcome Back! To The Stage«, uscito lo stesso anno per volere dei fan e ottenibile solo tramite modulo d’ordine dal sito ufficiale o con l’iscrizione al fan club degli Arena. Proprio per questo sarebbe sensato che, con l’attesa ristampa, »Welcome To The Stage« uscisse come doppio album.

Formazione

Paul Wrightson – voce
Clive Nolan – tastiere
John Mitchell – chitarra
John Jowitt – basso
Mick Pointer – batteria

Produzione

Clive Nolan

Tracklist

1. William Tell Overture
2. Valley of the Kings
3. Out of the Wilderness
4. Midas Vision
5. The Healer
6. Sirens
7. Medusa
8. Welcome to the Cage
9. Jericho
10. Solomon

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