XII
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Barclay James Harvest
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1978
Durata: 47:54
Voto: 4/5
“XII” è stato l’ultimo album dei Barclay James Harvest con ancora in squadra il quartetto originale, cioè prima che li lasciasse il tastierista Woolly Wolstenholme, purtroppo oggi scomparso. In realtà non sorprende che sia anche il loro ultimo disco classico, sinfonico e progressive rock, quello che interessa ancora al pubblico prog più ampio e non solo ai fan più irriducibili, visto che negli anni successivi i BJH si sono completamente annacquati, diventando una band melodic rock nella media con qualche sprazzo art rock ogni tanto.
Quando uscì “XII” probabilmente nessuno dei membri rimasti immaginava quanto sarebbero state drammatiche le conseguenze dell’addio di Wolstenholme per il gruppo, che non si sarebbe mai più riunito nella formazione originale e che in seguito, tra litigi e ripicche, si sarebbe letteralmente spaccato in due metà diverse, oggi costrette a tirare avanti tristemente tra un tour e l’altro. Ironia della sorte, ma anche molto a proposito, l’ultimo album di Woolly con i BJH contiene alcuni dei suoi contributi migliori in assoluto come membro della band.
L’album si apre con la grintosa e melodica “Fantasy: Loving Is Easy”, dove spiccano gli effetti discreti del mini moog, il fruscio degli organi Hammond, un robusto riff di chitarra e la voce melodica ma vagamente amareggiata di Lees. Curioso che la versione single di questo pezzo avesse il testo censurato, anche se non c’è proprio niente di scioccante o sconcio, al massimo la solita acidità di Lees per l’ennesima delusione d’amore. Anche stavolta non mancano i classici BJH doc, ormai quasi diventati patrimonio popolare in Germania, dove la band ha sempre goduto della massima popolarità. Tra questi spicca la ballata commovente di Holroyd “Berlin”, dedicata a tutti gli amici tedeschi del gruppo e simbolo della divisione, allora ancora attuale, della capitale tedesca in piena Guerra fredda. L’atmosfera romantica, con splendidi arrangiamenti sinfonici, è rafforzata dal inconfondibile falsetto di Holroyd. Il risultato finale è una delle ballate più belle della storia della band, che si è sempre vantata di un invidiabile repertorio di ottime ballate.
Il testo del classic rock piuttosto nella media “Classics: A Tale of Two Sixties” si ispira ad alcuni classici letterari e anche musicali (viene citato il classico di Bowie “Aladdin Sane”). Il titolo del pezzo è una parodia del romanzo di Dickens “A Tale of Two Cities”. La solida “Turning Circles” è la tipica power ballad di Holroyd nello stile di “Life Is For Living”, solo con un retrogusto pop rock più marcato. “Fact: the Closed Shop”, intrisa di atmosfera celtica, ha una melodia pastorale con suoni di armonica e il ritmo di una marcia militare, che ricorda i tempi d’oro di questa band tipicamente inglese. Il testo sarcastico si riferisce all’impopolare pratica del closed shop, all’epoca molto in uso tra i sindacati dei lavoratori inglesi.
La ballata sinfonica “In Search of England”, dove regnano sovrani sontuosi arrangiamenti orchestrali, è un brano romantico e patriottico, stavolta con Woolly alla voce principale. È l’ultima cosa che ha registrato come membro dei BJH, e per questo oggi ha un significato emotivo tutto particolare per i fan della band. Il testo è parecchio allegorico e parla del contrasto tra gli ideali ingenui della giovinezza e la razionale esperienza della vecchiaia.
“Sip of Wine” è un’altra ballata di Holroyd con un testo ‘sconcio’ sulle groupie, ma con una piacevole melodia acustica e la sua voce ‘angelica’, che a un ascolto distratto non lascia minimamente sospettare che sotto la superficie si nasconda qualcosa di sporco. “Harbour”, un’altra ballata acustica soft rock con potenziale da hit e Woolly alla voce principale, racconta le esperienze comuni dei musicisti professionisti che tornano a casa dopo un lungo tour e si ritrovano spesso in uno stato di apatia.
Il classico di Lees intriso di un testo fantascientifico, “Science Fiction: Nova Lepidoptera”, è senza dubbio la migliore ballata dell’album, meglio perfino di “Berlin”, perché ha quell’atmosfera eterea con cui i BJH facevano innamorare nei loro anni migliori e che nei lavori successivi non hanno mai più raggiunto. Drammatici arrangiamenti sinfonici ed effetti sullo sfondo si fondono con eleganza al canto malinconico di John, mentre il suo assolo di chitarra struggente accresce ancora l’intensità epica di questo meraviglioso evergreen. Il tutto suona come un addio al quartetto classico dei BJH, che custodiremo nel più bel ricordo.
“Giving It Up” è un’altra ballata atmosferica con un testo d’amore, che però non lascia un segno così forte come la maggior parte degli altri brani dell’album. La conclusiva “Fiction: the Streets of San Francisco”, coronata da una melodia acustica sonnolenta e dall’armonica, si ispira all’omonimo film americano e alla serie TV con Karl Malden protagonista. Non è proprio un finale spettacolare per uno dei migliori risultati dei BJH, ma comunque abbastanza solido e in linea con l’atmosfera dell’intero album.
Lo splendido “XII” è stato l’ultimo album della formazione originale dei BJH, maestri del melos sinfonico-pastorale che per tutti gli anni Settanta hanno segnato una delle band progressive rock più trascurate di sempre. Anche se di solito è meno apprezzato del predecessore “Gone To Earth” (1977), commercialmente più fortunato, sotto molti aspetti è migliore. Dopo l’addio di Woolly la band, da allora in poi attiva come trio, non si è mai più ripresa, nonostante tutti gli sforzi di Lees e Holroyd e nonostante, nell’Europa centrale, anche negli anni Ottanta abbiano continuato a godere di un bel successo commerciale e di un sostegno generoso.
Formazione
Les Holroyd – voce, basso, banjo, piano, chitarra acustica
John Lees – voce, chitarra, basso
Mel Pritchard – batteria, percussioni
Woolly Wolstenholme – voce, tastiere, mellotron, chitarra
Produzione
Barlcay James Harvest e Martin Lawrence
Tracklist
1. Fantasy: Loving Is Easy (4:00)
2. Berlin (4:47)
3. Classics: A Tale Of Two Sixties (3:34)
4. Turning In Circles (3:30)
5. Fact: The Closed Shop (3:46)
6. In Search Of England (4:12)
7. Sip Of Wine (4:22)
8. Harbour (3:42)
9. Science Fiction: Nova Lepidoptera (5:45)
10. Giving It Up (4:35)
11. Fiction: The Streets Of San Francisco (5:41)