Bad Notion, la sensazione blues rock slovena che alla fine ha bussato anche alla porta del M.I.N.K. di Tolmin
lokacija: Tolmin / MINK / Slovenija
datum: petek, 14.12.2018
Quando verso metà dicembre l’offerta di concerti nei club comincia piano piano a spegnersi, può capitare che due serate in posti diversi finiscano per “sovrapporsi”. Anche perché, tanto, in questo periodo i concerti non sono più un granché. Lasciamo perdere la pompa da palco pre-natalizia che scoppia proprio ora e per cui mettono mano al portafoglio, e in profondità, quelli che ce l’hanno pieno, cioè di solito comuni, assicurazioni e altre aziende ricche, che comunque organizzano feste private o invitano sui palchi delle piazze solo i soliti grossi nomi sicuri, quelli che abbiamo già visto mille volte, che non mostrano niente di nuovo e si limitano a incassare un bel cachet. Torniamo quindi ai club. È lì che batte il vero polso, il più autentico, dei concerti (almeno per quanto riguarda il rock and roll nel 2018). Il 14.12.2018 i Bad Notion, un trio blues rock tutto d’urto, hanno suonato al MINK di Tolmin, dove siamo arrivati in due direttamente da Cerkno, ancora con addosso le impressioni fresche del concerto dei Brencl Banda, scanzonati folk rocker dell’Obsotelje sloveno, che hanno chiuso il loro set piuttosto in fretta, così che dopo la sosta a Cerkno è stato possibile prendere al volo anche i Bad Notion a Tolmin. Al MINK i concerti sono messi a tarda ora e stavolta non è stato troppo diverso, il che ci ha fatto un gran comodo.
Siamo arrivati verso le undici e il bravo trio formato da Grega (chitarra, voce), Žiga (basso) e Rok (batteria) aveva già bello che messo in subbuglio l’atmosfera di questo ottimo locale nel cuore della capitale del Litorale settentrionale. A differenza della serata semideserta di due settimane prima, quando nello stesso posto avevano menato i thrasher brasiliani Valvera insieme ai power metaller di casa Minotauro, stavolta il locale ha visto arrivare una bella schiera di amanti del buon rock da festa, e così la band non ha nascosto il suo umore ottimo e scintillante. Si sentiva una gran serenità, quella che accende nei ragazzi l’autentica nota di grande entusiasmo per cui, in fondo, hanno cominciato a suonare nella vita.
Dei Bad Notion abbiamo già “disquisito da dottorato”. L’ultima volta a metà settembre di quest’anno, quando hanno dato fuoco al CMAK a Cerkno. Non c’è davvero niente da rimproverargli. Sono grandi perfezionisti e affrontano tutto con un’energia fuori dal comune, una grande dedizione e pignoleria, il che significa che i loro concerti, pur regalando quella dolce sensazione di spontaneità e di staccare la spina senza paura, richiedono allo stesso tempo molta lucidità mentale e un contatto di palco costante e solido tra loro. Insomma, concentrazione. Il “capo branco” Grega “Smola” anche stavolta è andato “a tutta” e Rok e Žiga lo hanno seguito in questa pienezza. Il trio è famoso per l’affiatamento straordinario. Grega, cinto da tutte le diavolerie essenziali che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del blues, con il suo arsenale eccezionale e una padronanza inaspettata della teoria a sei corde ha lasciato a bocca aperta. È infernalmente veloce, eppure precisissimo, e negli assoli incredibilmente penetrante. Può ribaltare di colpo l’atmosfera quando attacca una sequenza di note gementi, che piega con abilità grazie a un uso sottile dei pull off e di cui controlla il riverbero, dando a ognuna la sua emozione. Nei pezzi blues lenti Grega è particolarmente contagioso. Un controllo incredibile dello strumento. Anche sul piano vocale le cose stanno in piedi. La band si è scatenata alla grande e ha tirato fuori uno show lunghissimo, e il pubblico è stato così catturato che non voleva più lasciarla scendere dal palco. La sezione ritmica non è da meno, e con un chitarrista così “fuori di testa” come Grega non potrebbe essere altrimenti. Žiga trasmette una morbidezza incredibile mentre sprizza una moltitudine di linee musicali con cui riempie lo spazio tra i colpi decisi della batteria di Rok e le diavolerie chitarristiche di Grega. La band, che dice di avere il disco d’esordio pronto per uscire nella prima metà del 2019, ha proposto materiale proprio (Gunkoza, Cikorija, Arabia, Bossa Noga,..), a cui ha aggiunto cover di S. Ray Vaughan, Eric Clapton, B.B. King, Michael Landau, Jimi Hendrix, Led Zeppelin (e magari qualcun altro?), rimodellate secondo la propria visione musicale. Del resto, negli assoli di Grega si sentono un sacco di influenze di S. Ray Vaughan, così come dei gruppi e artisti portanti del boom del white blues degli anni Sessanta (Peter Green, Rory Gallagher e naturalmente anche Eric Clapton).
I Bad Notion sono un acquisto eccezionale per la scena musicale slovena. Magari faccio un torto a qualche artista sloveno, ma solo perché non lo conosco. Insieme ai Prismojeni profesorji bluesa, e a qualche El Kachon e The Dreams, i Bad Notion sono al momento l’unico vero e legittimo ponte tra il blues sloveno e il blues mondiale. Quelli che hanno ereditato in modo legittimo il posto di Janez Zmazek Žan, che merita un posto speciale nel blues sloveno. Paragonare i Bad Notion e Grega all’eccellenza e all’unicità dei pionieri del blues britannici e americani degli anni Sessanta non ha niente di strano. In chiave di revival i Bad Notion sono un’attrazione blues a sé, e per la scena slovena sicuramente una sensazione. Sotto tutti i punti di vista che costruiscono la catena montuosa musicale chiamata blues. Più di così è difficile farlo proprio. Nel feeling, nel sentire, in tutte le emozioni e passioni autentiche che ribollono in te come artista, come performer, come trasmettitore di energia, cioè colui che sta tra l’informazione dell’universo e chi la riceve (il pubblico). Bad Notion e Prismojeni profesorji bluesa sono due squadre che dovrebbero unirsi per un tour europeo nei club. Obbligatorio. Due sensazioni dei tempi nuovi. Al MINK non è andata diversamente. Una notte di Bad Notion in stato di grazia, che sembrava non dover finire mai. Una notte di fantastico revival retro-nostalgico dei sensi elementari scritti nel racconto del blues, che continuano a vivere così autentici nelle vene di questi ragazzi di cuore. I Bad Notion sono candidati, come i Prismojeni profesorji bluesa, a calcare i festival blues più in vista d’Europa, e la prima vera occasione per farlo è il festival Bluesland, che a fine giugno al castello di Lubiana prenderà il posto delle due edizioni finora andate in scena del festival MotörCity di Tolmin.
avtor: Aleš Podbrežnik
fotografije: Aleš Podbrežnik














