Easter
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Marillion
Etichetta: EMI Records
Uscita: year
Durata: 14:35
Voto: 5/5
Tra tutte le power ballad sfornate finora dai giganti del prog rock britannico Marillion, “Easter” occupa un posto davvero speciale: dal punto di vista di atmosfera ed emozione è il pezzo più ricco del cult quinto album in studio “Seasons End” (1989) e la ciliegina sulla torta con cui Steve Hogarth, allora cantante appena arrivato, è riuscito finalmente a convincere gli scettici e a conquistare il cuore di tanti fan che proprio non riuscivano a digerire l’addio del suo predecessore Fish.
Questa splendida ballad idealista, che sfiora la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord e allo stesso tempo applaude le bellezze naturali e folkloristiche dell’«isola verde» (mossa insolita, ma estremamente lodevole da parte di questa leggendaria band inglese), è senza dubbio uno dei brani migliori della loro storia, quindi non sorprende che sia stata scelta come terzo singolo estratto dal già citato album in studio. A brillare in tutto il suo splendore sono soprattutto il maestro della chitarra Steve Rothery, con il suo tocco sensibilissimo alla chitarra acustica e poi anche alla slide e un uso brillante degli arpeggi, e Hogarth, che la canta con un pathos smisurato.
L’atmosfera ineguagliabile viene spinta ancora più in alto dalle cortine di tastiere stratificate di Kelly, dai cori e dal fenomenale assolo di slide di Rothery, uno dei più sottili di tutta la sua carriera. Segue un finale eccellente, con la voce drammatica e maestosa di H, riff meravigliosi e strati profondi di tastiere che insieme creano una melodia ipnotica e un’atmosfera da sogno, capaci di portare l’ascoltatore sopra le nuvole in un attimo e di dargli nuova carica anche quando sembra che nulla vada come dovrebbe. Anche il video promozionale, in cui i membri della band si muovono in mezzo alle bellezze folkloristiche e naturali dell’Irlanda del Nord, è uno dei più belli esteticamente di tutta la loro storia.
La versione CD del singolo conteneva anche una versione dal vivo del classico “The Uninvited Guest” e la splendida “The Release”, forse addirittura la b-side più amata dei Marillion in assoluto, visto che ancora oggi la suonano ogni tanto dal vivo. “The Release” è un classico catalizzatore di energia pop rock, che a livello ritmico ha parecchio in comune con alcune cose dei Pink Floyd dell’era Gilmour (“Take It Back”) e anche con i primi U2. Si potrebbe dire che sia una specie di finestra sull’orientamento stilistico del loro album successivo “Holidays In Eden” (1991). Alcune versioni in vinile da 12 pollici, al posto di “The Release”, contenevano invece due versioni dal vivo, dei classici di “Clutching at Straws” (1987) “Warm Wet Circles” e “That Time of the Night”, già con il signor H alla voce, ovviamente.
“Easter”, una delle ballad più belle della storia del rock, ha incoronato definitivamente Steve Hogarth come autorità vocale unica nel suo genere, quando gli altri membri dei Marillion si sono resi davvero conto di quanto il suo arrivo fosse stato un acquisto fondamentale per l’evoluzione artistica del gruppo. I fan inconsolabili di Fish, incapaci di immaginare un futuro per i Marillion senza di lui, anche dopo questo ne sono rimasti parecchi, ma negli anni successivi, quando la band ha salutato definitivamente il neo prog, hanno perso sempre più slancio e argomenti convincenti.
Formazione
Steve Hogarth – voce
Steve Rothery – chitarra
Mark Kelly – tastiere
Pete Trewavas – basso
Ian Mosley – batteria
Produzione
Nick Davis e Marillion
Tracklist
1. Easter
2. The Release
3. The Uninvited Guest (live)