The Uninvited Guest
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Marillion
Etichetta: EMI Records
Uscita: 1989
Durata: 13:07
Voto: 4/5
Tra tutti i classici del quinto album dei Marillion, “Seasons End” (1989), “The Uninvited Guest” è quello che con il testo racconta meglio le sensazioni che attraversavano Steve Hogarth, cantante ancora fresco di nomina, al suo arrivo in questa leggendaria band di rock progressivo.
Il secondo singolo estratto da quel capolavoro in studio è un pezzo dalle tinte pop rock in cui un ritmo pacato e uno più incalzante si alternano in perfetta armonia, sostenuti dai possenti riff di chitarra di Rothery e dall’espressività vocale drammatica e sicura di sé di Hogarth. Con un testo sarcastico, il carismatico cantante si cala alla perfezione nel ruolo dell'”ospite non invitato” e si dimostra un erede assolutamente all’altezza del celebre predecessore Fish. Sul finale Rothery torna a sfoderare uno di quei suoi assoli di chitarra pieni di spirito e inconfondibili, e porta questo solido brano alla sua conclusione.
Come la maggior parte dei testi di “Seasons End”, anche questo è stato scritto da John Helmer, amico di Hogarth, che dopo l’addio di Fish la EMI aveva incaricato di fare da paroliere principale. Stando a lui, la principale ispirazione per il testo di “The Uninvited Guest” è stata la questione dell’AIDS che, chiusi i liberali anni Settanta, a metà degli Ottanta aveva scatenato un’improvvisa ondata di diffidenza verso gli ‘sconosciuti’, sia a tavola che a letto, anche grazie all’ascesa del conservatorismo. “The Uninvited Guest” è stato accompagnato anche da un video promozionale dal contenuto piuttosto spiritoso e allegorico: il signor H entra senza invito in una misteriosa casa all’apparenza abbandonata, mentre gli altri membri della band lo osservano nei panni di giudici severissimi.
Non è escluso che alla base di un simile scenario ci fosse un suo sogno, prodotto logico della preoccupazione per come lo avrebbero accolto i membri della band e soprattutto i fan. Il pubblico dei Marillion di allora, infatti, dopo l’arrivo di H, seguito da una svolta sonora rispetto al neo prog rock, si era spaccato in due: da una parte chi non riusciva a farsene una ragione dell’addio di Fish e della nuova direzione, dall’altra chi aveva accolto con interesse ed entusiasmo il nuovo cantante, capace di portare i suoi beniamini verso orizzonti musicali ancora inesplorati.
Sul lato B della versione in vinile da 12 pollici, ovvero come traccia aggiuntiva nell’edizione in CD, trovi anche “The Bell In The Sea”, un esperimento interessante con una forte componente ambient che, per il ritmo, è già una specie di anticipazione dei loro successivi esperimenti pop rock. A completare il quadro c’è la versione da 12 pollici di “The Uninvited Guest”, che suona ancora più pop rock ma resta un po’ indietro, quanto a espressività ambient, rispetto alla versione ‘definitiva’ di questo classico.
Mr. H sarà pure arrivato nei Marillion come un ospite non invitato, ma in meno di un anno è diventato un padrone di casa accolto a braccia apertissime nel cuore di questo leggendario collettivo art rock. Di lì a poco si è affermato come leader creativo, compositore e paroliere a pieno titolo, e ha guidato con successo i portabandiera dell’art rock in un periodo creativo del tutto nuovo.
Formazione
Steve Hogarth – voce
Steve Rothery – chitarra
Mark Kelly – tastiere
Pete Trewavas – basso
Ian Mosley – batteria
Produzione
Marillion e Nick Davis
Tracklist
1. The Uninvited Guest (12″ version)
2. The Uninvited Guest (7″ version)
3. The Bell in the Sea