Era maggio

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Artista: Niet
Etichetta: Menart Records
Uscita: 2008
Voto: 4.5/5

Quando nel novembre del 1983 i Niet fecero la loro prima prova, nessuno immaginava che un giorno sarebbero diventati una band di culto. Nella loro esistenza piuttosto breve, ma soprattutto movimentatissima, hanno sfornato decine di pezzi leggendari che conoscono tutte le generazioni – dai punk di vecchia data, la cui giovinezza si è consumata all’inizio degli anni Novanta, fino ai ragazzini di oggi, che sulla soglia delle superiori scoprono i tesori della tradizione punk slovena. Dopo tutti gli alti e bassi, dopo la morte dello storico frontman Primož Habič, che il modo più semplice per capirci è dire che Habič era per i Niet quello che Sid Vicious è stato per i Sex Pistols – un’icona, nel 1994 Igor Dernovšek ha sciolto la band una volta per tutte. Sono seguiti ben quattordici lunghi anni prima della reunion, di cui siamo stati testimoni prima in un concerto più piccolo all’Orto bar il 31 marzo, e poi il 27 maggio (come nel 1984 e nel 1985, quando suonarono all’interno del festival Novi rock), quando hanno riempito fino all’ultimo angolino le Križanke di Lubiana e in un’ora e mezza hanno sparato i pezzi più leggendari. I Niet non avrebbero potuto tornare sui palchi in una formazione più originale.

Ai chitarristi Igor Dernovšek e Robert Likar, al bassista Aleš Česnovar, al batterista Tomaž Bergant e alla corista Tanja Ukmar si è unito Borut Marolt, ex cantante dei Prisluhnimo tišini. Ha raccolto degnamente l’eredità del compianto Habič e si è caricato con orgoglio sulle spalle la responsabilità e la fama del frontman di culto. Il dischetto in questione, intitolato “Bil je maj”, raccoglie proprio questi diciannove pezzi tra i più leggendari – in versione rimasterizzata e con tre vecchi brani registrati ex novo.

I primi quattordici pezzi del disco mostrano i Niet attraverso la storia della loro produzione musicale. Sotto questi numeri trovi i loro pezzi migliori, come “Depresija”, “Perspektive”, “Lep dan za smrt”, “Vijolice”, “Sam”, “Ruski vohun”. Se mentre li ascolti ti aspetti di sentire fruscii o roba simile, ti sbagli di grosso. Le registrazioni sono rimasterizzate, il tutto suona più nitido e si riesce davvero a seguire il testo dei pezzi. I Niet hanno messo nel disco anche tre brani registrati di nuovo, cantati dal nuovo cantante Borut Marolt, la cui voce è praticamente identica a quella di Habič. Sono “Vsak dan se kaj lepega začne”, “Strah in krik” e “Bil je maj”. I primi due sono nati tra il 1987 e il 1988 dalla penna di Igor Dernovšek, che aveva messo su una sua band, visto che in quel periodo Primož Habič era nell’esercito e i Niet erano “in pausa”. “Bil je maj” è il terzo brano registrato da capo, che Borut canta con una dolcezza a cui con i Niet non siamo abituati.

Ai quattordici pezzi segue “Minuta za Primoža”, un gesto davvero bellissimo. In chiusura di CD i Niet hanno piazzato altri quattro brani che rappresentano il loro primo periodo creativo e che duravano al massimo un minuto e mezzo. Sono “Umiranje”, “Srečna mladina”, “Zastave” e “Melanholija”.

Il dischetto ci porta, senza grossi scarti tra i pezzi più lunghi e quelli più corti, attraverso la storia di una delle formazioni più di culto del decennio scorso. Ed è sicuramente uno di quei dischi che deve avere in collezione chiunque abbia vissuto la propria giovinezza ribelle all’ombra dei Niet.

Formazione

Igor Dernovsek: chitarra, voce
Aleš Česnovar: basso
Primož Habič: voce
Tomaž Dimnik: batteria
Tanja Ukmar: voce di accompagnamento
Tomaž Bergant: batteria
Robert Likar: seconda chitarra
Borut Marolt: voce

Produzione

Niet

Tracklist

1.Depresija
2.Perspektive
3.Ritem človeštva
4.Lep dan za smrt
5.Vijolice
6.Molk
7.Heroj
8.Februar
9.Tvoje oči
10.Sam
11. Ruski vohun
12.Vsak dan se kaj lepega začne
13.Strah in krik
14.Bil je maj
15.Minuta za Primoža
16.Umiranje
17.Srečna mladina
18.Zastave
19.Melanholija

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