Il Kino Šiška si inchina ai monaci Secret Chiefs 3 (2010)

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Foto: Urban Bolta

Luogo: Kino Šiška / Lubiana
Data del concerto: 11.05.2010
Pubblico: 350 persone
Prezzo del biglietto: in prevendita 8 €/il giorno del concerto 10 €

Fin dalla sua apertura il Kino Šiška ci sorprende con concerti pazzeschi che se ne fregano dei confini di genere. Dal jazz al metal, dall’elettronica al pop, qui c’è di tutto. E non parliamo di musicisti di seconda fascia, ma di veri maestri del proprio genere. Ed è proprio per questo che il locale è diventato uno dei posti più frequentati della scena live slovena. Una delle ultime belle sorprese del Kino Šiška, in collaborazione con Buba, è stato il concerto della band americana Secret Chiefs 3.

Sui Secret Chiefs 3 probabilmente non c’è bisogno di sprecare parole: chiunque conosca i Mr. Bungle sa che gli SC3 sono il progetto di Trey Spruance, ex chitarrista dei Mr. Bungle. Qualche parallelo tra le due band si può tirare, ma i Secret Chiefs 3 restano una realtà tutta loro, con una visione musicale personale; anzi, la band è di fatto divisa in sette sottogruppi, band satellite, tra cui i più importanti sono UR e Traditionalists: sotto una strana miscela di SC3 e dell’una o dell’altra formazione sono usciti anche vari album. UR è un mix di surf rock e melodie orientali, cioè melodie persiane, arabe e indiane, mentre i Traditionalists suonano musica da film che ricorda quella dei cult dell’horror. Nel corso degli anni il gruppo ha cambiato un sacco di musicisti, ma il cuore resta naturalmente Spruance.

La serata, ottima, è partita con il mio collega Urban, che si è occupato della documentazione fotografica dell’evento, e con cui ci siamo trovati prima del concerto in attesa dell’intervista con il bassista Toby Driver, che sostituisce Trevor Dunn nel tour di quest’anno. È stato Toby stesso a chiedere di incontrare RockLine, e il bassista degli SC3 si è dimostrato cordialissimo anche dal vivo. All’ottima riuscita dell’intervista ha contribuito molto anche la “nostra” e “vostra” Buba, che salta fuori davvero sempre al momento giusto e fa il possibile per venire incontro ai desideri dei fedeli amanti della musica. Dopo una chiacchierata rilassata e piacevole era già ora di entrare in sala, perché i suoni della musica d’avanguardia rimbombavano già nei locali di sotto. Sul palco infatti stava già spaccando Ches Smith, il batterista dei Secret Chiefs 3, che si presentava con il suo progetto solista Congs for Brums. È incredibile come la sola batteria possa creare un’atmosfera musicale del genere, suonando allo stesso tempo piena di timbri che a una batteria non attribuiresti mai. Nonostante il suo suonare virtuoso, tutti i presenti (che per ora erano ancora piuttosto pochi) aspettavano il momento clou della serata, annunciato per le 22.30. Prima dei Secret Chiefs 3, però, si è esibita un’altra band di supporto, un duo di avant-fusion, i Fat32. E i due, a dir poco, hanno “dato fuoco alla scena”. Medley incredibili di campioni sonori di ogni tipo sulle tastiere, rinforzati dal suono del mellotron e da un fantastico lavoro alla batteria, hanno dato alla maggior parte dei presenti un motivo per approfondire la conoscenza della band. Se Smith non aveva scaldato abbastanza il pubblico, ci hanno sicuramente pensato i Fat32, già elogiati da Toby Driver durante l’intervista.

Alle undici e mezza, finalmente, è arrivato il simbolo dell’assoluta libertà di genere, i Secret Chiefs 3. Solo a quel punto si è raggiunto il numero finale di spettatori, cresciuto parecchio rispetto a quelli presenti durante le band di spalla. Già prima del concerto, io e Urban avevamo saputo da Driver che l’esibizione sarebbe stata divisa in due parti: la prima intrisa di fusione tra jazz, rock e musica orientale, la seconda dedicata ai pezzi post-Mr. Bungle, che sarebbe stata il vero apice della serata per i fan dei Mr. Bungle, o per chi preferisce il lato più cattivo dei Secret Chiefs 3. A detta di Toby non sarebbe mancato nemmeno il “reparto” UR dei Secret Chiefs 3, quindi anche una bella dose di melodie surf rock di mare e sole (che ancora una volta si mescolano con l’eredità musicale dell’Oriente).

La band si è presentata in un “costume” interessante, lo stesso che indossa per tutto il tour: i musicisti vestivano tuniche nere da monaci. Prima ancora di renderci conto della portata di questa fantastica coreografia, Ches Smith aveva già cominciato a martellare sulla batteria, aprendo così il concerto; la band è partita con “Waves of Blood”, un pezzo del repertorio di UR. In questo brano Timb Harris, di solito violinista (e membro degli Estradasphere), ha preso il ruolo di chitarrista ritmico, come ha fatto ancora diverse volte durante il concerto (anche se, ovviamente, il suo ruolo principale era brandire il violino). La band ha proseguito con le idee di UR; che il brano successivo fosse “The 15” era chiaro fin dall’inizio, con i ritmi percussivi caratteristici di Smith e un ottimo Harris, che nel frattempo aveva già impugnato il suo vero strumento. Lo ha tenuto anche per “Fast”, un pezzo dal tempo velocissimo che rientrava ancora nella parte “orientale” del concerto; Timb ha tenuto il violino per gran parte del primo set, in cui i Secret Chiefs 3 hanno servito anche altri brani fusion jazz-rock-etno del loro repertorio. Il gruppo ha chiuso la prima parte con “Halloween”, che fa parte anch’essa della versione UR dei Secret Chiefs 3.

Per aprire la seconda parte del concerto, quella post-Mr. Bungle, Harris, come nella prima, ha messo da parte il violino e si è unito a Spruance con la chitarra. Si è sentita un’oscura introduzione di chitarra di Trey, che annunciava l’inizio del brano “Vajra” dall’album Book M; in origine si tratta di un brano tradizionale dell’Asia orientale, soprattutto dei paesi di fede buddista. È seguito quello che è considerato uno dei migliori pezzi dei Secret Chiefs 3: “Combat for the Angel”. Un mix di stoner rock, death metal, riff di chitarra etnici e violino che ha fatto impazzire anche i più addormentati tra il pubblico. La gente ha cominciato a ballare come a certi riti: l’atmosfera è diventata unica. La seconda parte è proseguita sulla stessa falsariga, e sono sfilati uno dopo l’altro tutti i più grandi successi dei Secret Chiefs 3: non sono mancati nemmeno “Exodus” e “Ship of Fools”. La seconda parte, e con lei il concerto, si è chiusa con “Brazen Serpent”, un capolavoro di quasi dieci minuti.

Ma la band americana ha tenuto il meglio per la fine, per il “bis”: dopo il primo coro del pubblico per far tornare i musicisti sul palco, i Secret Chiefs 3, fedeli ai fan, ci hanno servito “Renunciation”. È sicuramente il loro “pezzo forte” più famoso, quindi era chiaro che l’avrebbero suonato anche stavolta. Dopo la nostra ennesima richiesta di “solo un’altra”, i Secret Chiefs 3 hanno chiuso davvero con “The 3”.

La serata è stata perfetta: alla compagnia ottima si è aggiunta una musica fantastica, l’intervista è riuscita; difficile desiderare di più. Ai musicisti è andato tutto liscio: Spruance era in forma e ha entusiasmato ancora una volta con il suo stile di suonare davvero unico, il batterista Smith era di ottimo umore, visto che ha parlato un sacco con noi durante il concerto, rafforzando ulteriormente il legame tra band e pubblico, e non si è sentita nemmeno l’assenza del bassista Gunn, perché Toby Driver, che di solito è la mente della band Kayo Dot, lo ha sostituito più che bene. Credo quindi che chi era al Kino Šiška si porterà a casa un gran bel ricordo di questa serata, e lo stesso vale sicuramente per la band.

foto: Urban Bolta

Scaletta

Parte 1: 1. Waves of Blood 2. The 15 3. Fast 4. Sophia’s theme 5. Tistrya 6. The 4 7. Bereshith 8. Halloween Parte 2: 1. Observance of the Word: Vajra 2. Combat for the Angel 3. Dolorous Stroke 4. Labyrinth of Light 5. Exodus 6. Ship of Fools 7. Brazen Serpent -bis- 1. Renunciation 2. The 3

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