It Comes Alive (Made In Switzerland)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Pretty Maids
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: year
Voto: 4/5

Trent’anni di resistenza nel music business non sono roba da poco. Soprattutto se ti porti dietro la condanna di essere sempre passato sotto il radar, perché in carriera non hai mai ricevuto il riconoscimento che meritavi per una discografia, per il resto eccellente. Stavolta si parla dei classici hard rocker danesi Pretty Maids.

I Pretty Maids negli ultimi anni sono stati attivi più di quanto ci si sarebbe aspettati, anzi più di quanto si pretenderebbe da delle leggende del rock, visto che fino a pochi anni fa la prosecuzione della carriera di questa band, tenuta in grande considerazione da una cerchia ristretta di fan, era in dubbio per via della salute malferma del cantante Ronnie Atkins. Lui però, per la sua gioia e la nostra, è riuscito a scacciare tutti gli spiriti maligni che lo assediavano.

»It Comes Alive« è un’impresa magnifica per la band. Un documento dal vivo uscito in DVD, in doppio album live, ma si può mettere le mani anche su una versione in cui DVD e doppio CD live sono riuniti in un’unica confezione. La band ha scelto la città svizzera di Pratteln e la sala Z7 per questa operazione storica, registrando lì un concerto con una scaletta condita ad hoc, che abbraccia uno spaccato retrospettivo della discografia dei Pretty Maids.

22 brani (il doppio CD contiene un pezzo in più, Leathal Heroes dall’album »Jump The Gun«, che nel DVD non c’è!), con il baricentro sul nuovo disco »Pandemonuim«(quattro brani) – la recensione di RockLine la trovi QUI – e sui primi tre album in studio (nove in tutto), con qualche sfizio in mezzo come Clay (»Carpe Diem«, 2000), Scream e Walk Away (»Scream«,1994), Hell On High Water (»Anything Worth Doing in Worth Overdoing«, 1999), Destination Paradise (»Planet Panic«, 2002), Back To Back (dall’omonima raccolta best of, 1998) e Another Shot Of Your Love (»Wake Up In The Real World«,2005), sono sparati a un livello esecutivo eccezionale.

La band ha iniziato a promuovere l’ultimo album in studio »Pandemonium« nell’autunno del 2010 e per tutto il 2011 è stata praticamente in tour senza sosta. I Pretty Maids hanno avuto qualche grana solo nel trovare un nuovo bassista, dopo l’inatteso addio di Ken Jackson. Il presenza fugace Hal Patino (anche ex-King Diamond) è stato sostituito già nel 2011 da Rene Shades, con cui i ragazzi hanno finalmente trovato la quadra. A livello strumentale i Pretty Maids su »It Comes Alive« sono quindi una fortezza inespugnabile, che spara a pallettoni anche dopo tre decenni di resistenza. Soprattutto è incredibile quanto spazio riesca a coprire la band nel suono complessivo usando una sola chitarra, mantenendo comunque tutta la carica rock e l’intensità rumorosa. Vale la pena sottolineare in particolare il tastierista Morten Sandager, anello di congiunzione fondamentale, che riempie alla grande il background dell’accompagnamento e cura una scenografia atmosferica ad alta vibrazione. Dal vivo i Pretty Maids spiccano anche come abilissimi architetti delle armonie vocali di accompagnamento. Un certo logorio si sente sul disco solo nella voce solista di Ronnie Atkins, soprattutto nei brani in cui attacca a gola piena. Proprio per questo è forse una scelta meno oculata quella della band di aprire il concerto subito con Pandemonium, uno dei pezzi vocalmente più impegnativi di questo live. Atkins comunque adatta con maestria la melodia ai limiti delle sue capacità vocali di oggi, il che è del tutto logico. Per il resto il cantante tira fuori tutta la sua bravura soprattutto nei passaggi puliti e melodici in primo piano, che è uno dei marchi di fabbrica fondamentali di ogni album dei Pretty Maids.

Vale la pena ricordare anche che il DVD contiene momenti interessanti in cui, durante il concerto, la band srotola la bandiera slovena, a dimostrazione che al concerto c’erano anche grandi sostenitori del gruppo arrivati dalla Slovenia (tra l’altro l’evento è stato coperto con la sua squadra anche da RockLine – il report del concerto lo trovi QUI), per cui questo concerto ha una sorta di valore simbolico anche per tutti gli amanti dell’hard rock melodico in Slovenia.

Non è proprio l’album più adatto per chi è fresco di fornace e vuole partire alla scoperta della discografia dei Pretty Maids, ma comunque un documento che la band, in un certo senso, doveva proprio pubblicare. »It Comes Alive« è in tutto il terzo documento live dei Pretty Maids, dopo »Screamin’ Live« del 1995 e »Alive At Least« del 2003. È un disco che tutti i fan duri e puri dei Pretty Maids si accaparreranno senza pensarci due volte, ma anche un documento che è un manifesto della potenza e dell’inattaccabilità on stage della band. Con questo documento la band è entrata a testa alta nel quarto decennio di vita, e sarà interessante assaggiare cosa offrirà il prossimo live, che probabilmente ci toccherà solo dopo il 2020! Tanti auguri per i primi 30 anni, ragazzi!

Formazione

Ronnie Atkins – voce
Ken Hammer – chitarra
Morten Sandager – tastiere 
Rene Shades – basso
Allan Tschicaja – batteria     

Tracklist

CD1:
01. Pandemonium
02. I.N.V.U.
03. Hell On High Heels
04. Wake Up To The Real World
05. Destination Paradise
06. Another Shot Of Your Love
07. Scream
08. Walk Away
09. It Comes At Night
10. Queen Of Dreams
11. Savage Heart
12. Clay

CD2:
01. Yellow Rain
02. Rock The House
03. Back To Back
04. Rodeo
05. Lovegames
06. Future World
07. Little Drops Of Heaven
08. Please Don’t Leave Me
09. Red Hot And Heavy
10. Lethal Heroes (brano extra)

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