Kojaniskaci si raccontano (2007)

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Data dell’intervista: 30.03.2007

Kojaniskaci, trio di simpatici figuri di Borovnica, lo scorso weekend ha sudato sette camicie alla preselezione per Rock Otočec, andata in scena nell’atmosfera fumosa del Navigator di Logatec. Dopo un’esibizione carica di energia, già la seconda della serata, ho chiacchierato con loro dei loro progetti e dei loro desideri.

Rockline: Venite da Borovnica. Che si combina di preciso da quelle parti?
Jani: Praticamente niente. Tutti gli eventi si riducono all’Arterija. Credo che al momento siamo pure l’unica band seria della zona (risate).

Rockline: Insomma, i grandi capi del posto?
Jani: Si può dire così, sì (risate).

Rockline: Quante primavere contano i Kojaniskaci?
Marjan: La band è nata nel 1996, ma all’epoca suonava con un’altra formazione. Da allora siamo rimasti solo io e Andraž (il bassista), che ci conosciamo fin dalle superiori.

Rockline: Da quando suonate come trio?
Jani: Come trio suoniamo dal 2001. Prima avevamo provato con un’altra chitarra, ma non è che sia andata benissimo. Posso dire che ora ci sentiamo proprio a nostro agio.

Rockline: Secondo voi, cos’è che vi distingue dalle altre band di oggi?
Marjan: Mah, soprattutto la varietà di stili musicali che si sente nella nostra musica. Dal retro rock all’ethno in su. Qualcuno ci trova perfino elementi di surf music. Dove, a dirla tutta, non ci è per niente chiaro. Comunque, in tutto questo cerchiamo di restare ancorati alle basi pure, e preferiamo tenerci il più possibile essenziali. L’accento è quindi sulla forma stessa, cioè sulla struttura dei pezzi. Tutti gli esperimenti successivi, per esempio con l’acustica e roba simile, sono solo una questione di interpretazione.

Rockline: Quali sono i vostri piani per il futuro? Dopo tutti questi anni, ci state già pensando a registrare un album?
Jani: Per ora no! Al momento ci interessa ancora di più macinare chilometri sul palco.

Rockline: Puntate in modo molto evidente su un approccio duro e diretto, che alla fine però lascia un’atmosfera più “moody”.
Marjan: Interessante, l’ho sentito dire già qualche volta. Per lo più cerchiamo di restare sulla forma hard rock di base, che in linea di massima non dovrebbe lasciare molto spazio al dramma.

Rockline: Nella tua voce c’è sorprendentemente tanto Glenn Danzig.
Marjan: Glenn Danzig? Non lo conosco nemmeno. Interessante, nel prossimo futuro gli darò un’occhiata più da vicino.

Rockline: Visto che parliamo di voci: una delle cose che saltano subito all’occhio di voi è la seconda voce del batterista. Una cosa tutt’altro che comune nella scena slovena di oggi.
Jani: Cantare mentre suono non mi crea nessun problema, per cui torniamo spesso a questo tipo di accompagnamento vocale, che dà ai pezzi un’espressività particolare e, ovviamente, li rende più riconoscibili.

Rockline: Prima avete detto che per ora vi concentrate soprattutto sui concerti. Dove possono beccarvi i nostri lettori nei prossimi tempi?
Jani: Suoneremo al Gran Rock a Sevnica, all’NHL Pub a Notranje Gorice e, ovviamente, nella “leggendaria” Arterija (risate)

Rockline: Grazie mille per la chiacchierata.
Kojaniskaci: Grazie a te, Travolta!

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