Metal in Kotlovnica: il mosh pit di San Valentino! (2014)
Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Kamnik / MC Kotlovnica / Slovenia
Data del concerto: 14.02.2014
Numero di spettatori: 80
Prezzo del biglietto: 3,00€
La Kotlovnica di Kamnik resta oggi l’unico vero baluardo della musica alternativa e metal nella zona di Domžale e Kamnik, anche se dall’ultimo concerto metal alla Kotlovnica sono già passati tre mesi. Ma finché ogni tanto alla Kotlovnica si fa un po’ di baccano, il detto »meglio un passero in mano che un piccione sul tetto« calza a pennello. E finché sarà così, ci metteremo in viaggio ogni volta con gioia verso l’ombra delle Alpi di Kamnik, in una delle città più pittoresche della Slovenia.
Lo scorso venerdì a Kamnik c’erano due rappresentanti della scuola thrash metal, di due generazioni completamente diverse: i vecchi leoni e veterani della scena slovena Sarcasm e i giovani sbarbatelli Moshead. Con questi ultimi noi di Rockline ci eravamo già incrociati lo scorso dicembre, quando a Kranj avevano aperto per i Noctiferia, ma purtroppo io e Aleš siamo arrivati di nuovo in ritardo per lo stesso motivo di allora: impegni di lavoro fino a tarda sera e, come se non bastasse, Aleš è stato fermato a un normale controllo stradale pure dagli angeli in blu.
Arrivati sul luogo del delitto, il noto habitué dei concerti Andrej Banko si è subito precipitato a spiegarci che i Moshead avevano già cominciato, ma che Robi era riuscito a demolire una parte della batteria, e così c’era stata una pausa piuttosto lunga. I ragazzini hanno quindi spezzato il set in due senza volerlo, e i minuti thrash persi non sono più riusciti a recuperarli fino alla fine. Si sentiva la mancanza di una chitarra: Matevž è assente per impegni di studio, e per il trio sul palco, con il frontman Gregor in testa, era un boccone troppo grosso per riuscire, dopo i problemi tecnici, a scuotere il pubblico addormentato fino a fargli muovere le vertebre del collo. Ma a che serve cercare il pelo nell’uovo! I Moshead si stanno ancora temprando e accumulano preziosa esperienza di palco, e l’esibizione alla Kotlovnica da questo punto di vista era perfetta! I ragazzi di Škofja Loka hanno dato il massimo e, tra cover di classici di Metallica, Sepultura e Slayer, ci hanno riportato ai tempi in cui il thrash metal si stava ancora facendo largo sotto il sole. Il punto forte dei Moshead è senza dubbio il martellare del giovanissimo Robi alla batteria, mentre gli altri sul palco sembrano ancora un filo intimiditi. »Don’t smile, look cool«, disse una volta l’immortale Lemmy: allo stile aggressivo dei Moshead starebbe bene anche un atteggiamento più incazzato da parte dei giovani metallari. C’è ancora un sacco di margine di crescita, quindi seguiremo con interesse come si evolveranno i Moshead in futuro.
Dopo la pausa il palco era pronto per i Sarcasm, veterani scafati che negli ultimi tempi sono tornati a dedicarsi più attivamente ai concerti. E i motivi sono ben due: l’uscita del nuovo album »Thrash«, presentato in anteprima due mesi fa a Škofja Loka (report qui), e il venticinquesimo anniversario dell’uscita del mitico esordio »Crematory«. Sono una delle rarissime formazioni slovene che anche nel terzo decennio di vita respira metal a pieni polmoni. Ciò che nei paesi occidentali sviluppati è normale, per la nostra società è un miracolo, quindi tanto di cappello ai Sarcasm per la loro attitudine e come esempio per tutte le band metal più giovani del nostro ambiente.
I Sarcasm, sotto la bacchetta del chitarrista Aleš Blaznik e con la presenza scenica di Muci, hanno aperto un’ora e mezza di festa con i pezzi-mazzata Thrash e Something to Believe In, raccogliendo le prime reazioni da ballo di San Valentino sotto il palco. Come da tradizione alla Kotlovnica, il pilastro in mezzo alla sala ha tagliato fuori dall’azione il chitarrista Klemen Renko, che sta a destra sul palco, quindi sulle spalle di Muci è ricaduto un peso ancora più grande da collante della band, ma il carismatico ciclope se l’è cavata senza problemi! Anche se c’era molta meno gente che a dicembre all’Ostriga, i Sarcasm non hanno pensato nemmeno per un secondo di mettere la retromarcia! La parte centrale del concerto aveva i colori del tricolore sloveno, perché i Sarcasm hanno sfoderato una sfilza di pezzi in lingua madre, tra cui la sorpresa più bella è stata l’esecuzione di Slovenski genocid (album »Igra narave«, 2001). Con i brani a tema patriottico la band soffia sull’anima della parte più patriotticamente consapevole del pubblico, ovviamente in dose sana, come dimostra del resto l’immancabile versione metal della Zdravljica di Prešeren proprio nel finale del concerto. Il nuovo bassista Vito, con la sua immagine curata, completa bene il corpus della band e insieme al batterista Aleš Korošec forma una base ritmica affidabile, con cui i Sarcasm possono guardare al futuro con ottimismo. I classici di sempre Crematory e Road Warrior hanno chiuso la serata nel loro inconfondibile stile sincero e sporco, con cui i Sarcasm hanno dimostrato che le torce di una macchina da concerti degna di ogni peccato non hanno nessuna intenzione di mollarle tanto presto! Il thrash mica lo puoi fermare!
Scaletta
SARCASM:
1. Thrash Tonight
2. Divja kri
3. Thrash
4. Something To Believe In
5. Z mano je slabo
6. Pričakovanje
7. Krüger Story
8. Slovenski genocid
9. Mutant Hamsters
10. Litr na mizo
11. Vitez teme
12. Terrorist
13. Sarcasmatron
14. Sarcasm
15. Crematory
16. Road Warrior
17. Zdravljica
Galleria fotografica

















