Mission No. X
Artista: U.D.O.
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2005
Voto: 2.5/5
Una volta erano gli Accept, oggi sono gli U.D.O.! E il loro capo Udo proprio non conosce pause! Eppure gliene farebbe un gran bene. Uff, devo essere breve. Breve! Perché? Perché è di nuovo tutto uguale! Gli U.D.O. tirano fuori un altro album, dopo poco più di un anno. Da loro i dischi piovono a dirotto. Embarkation? Niente di affascinante nell’intro, se non che parte forse in modo simile al disco “No Limits”. Il pezzo sfocia in una title track assai poco impressionante. Del resto ci ritroviamo subito davanti tutti i marchi di fabbrica della band. Riffing semplice e d’impatto, a corde aperte, gli strilli inconfondibili di Udo, il martellare semplice ma da cannone della sezione ritmica. È una versione ridotta all’osso dell’heavy metal, che punta tutto sull’esplosività primordiale e intransigente. Stavolta però il tutto sa troppo di pura routine!
Il timbro e il modo di cantare non lasciano a zio Udo chissà quale margine di manovra. Per questo nei ritornelli il suo vocal di base viene armato con le armonizzazioni vocali! L’intero disco sembra un coro da stadio per un oratore sobillatore che ha appena aizzato la folla al peccato originale. Ce n’è troppo, nel disco. In più dà fastidio la scarsa padronanza dell’inglese, ridotta a circa 200 parole per tutta la poesia di “Mission No. X”, che girano in combinazioni più o meno compatibili dentro i versi dei singoli brani.
Le canzoni sfilano quindi via in fretta fino alla sesta, Eye Of An Eagle. Se non altro, le “skippi” in un attimo! Eye Of An Eagle è una gran ballad! Dà all’album almeno un briciolo di dignità, così da non bollarlo come la copia scialba e milionesima di sé stesso! Dunque. Evidentemente al tedesco basta offrire come ispirazione e spunto per comporre la parola “aquila” e tirerà fuori di sicuro qualcosa di solido. Stone Hard è un’altra tentazione che fa sperare. Una roba epica e da inno a medio tempo, alla band è riuscita bene e il cuore del gruppo finalmente si risveglia. Quindi in studio gli U.D.O. non vivono solo di routine. Cry Soldier Cry è la seconda ballad, di gran lunga meno convincente di Eye Of An Eagle, ma proprio perché è una ballad è un diversivo gradito, in mezzo alla desolante mancanza di idee del nuovo disco. Way Of Life è il rifacimento di un pezzo originale degli U.D.O.! Rifare sé stessi, ovvero la versione originale di un brano di “No Limits”. Il pezzo è ottimo (alleluia!), un attacco metal drammatico dalla testa ai piedi, ma in un caso come questo, con un album fatto per lo più senza ispirazione, resta solo un “filler”. Convincente e “felice” oltre ogni dire è invece la chiusura del disco, con un picchiaduro tosto a tempo più veloce chiamato Mad For Crazy. Grottesco! Anche se il titolo “profondamente significativo” conferma la conoscenza limitata dell’inglese della band, di pezzi così nel disco ce ne starebbero stati di più!
Vabbè. Dato che lo sappiamo tutti bene che gli U.D.O. non si sposteranno in nessuna direzione nemmeno di un millimetro, in questo caso vale la pena lasciar perdere ogni aspettativa. Il nuovo album conviene prenderlo più per scherzo e per divertirsi, perché è incredibile come si possa restare aggrappati come un ubriaco a un palo a cinque trucchetti e girarli appena, da ben 25 anni, senza mai stufarsene neanche un po’, anzi: per lui diventa semplicemente un grande “entertainment” . Alla fine dei conti! Per quanto ti possa far ridere, il nuovo album è comunque ancora abbastanza buono per fare “headbanging”.
Formazione
Udo Dirkschneider – voce
Stefan Kaufmann – chitarra
Igor Gianola – chitarra
Fitty Wienhold – basso
Francesco Jovino – batteria
Produzione
Stefan Kaufmann
Tracklist
1. The Embarkation
2. Mission No. X
3. 24/7
4. Mean Streets
5. Primecrime on Primetime
6. Eye of the Eagle
7. Shell Shock Fever
8. Stone Hard
9. Breaking down the Borders
10. Cry Soldier cry
11. Way of Life
12. Mad for Crazy
Durata dell’album: 47:25