Nik Turner & The Space Falcons & Youth: Interstellar Energy
Etichetta: Cadiz Music
Data di uscita: 18. 4. 2020
Produzione: Youth
Durata: 35.00 min
Genere: Space Rock
Voto: 8.5/10
Il carismatico e un po’ eccentrico sassofonista, flautista e cantante inglese Nik Turner, noto soprattutto come membro fondatore dei leggendari space rocker Hawkwind, con cui ha suonato nel loro periodo di maggior successo, tra il 1970 e il 1976, dal 2013 in poi, con l’album »Space Gypsy«, è diventato un solista di una creatività eccezionale, dopo che il suo percorso in solitaria, partito già nel 1978 con il progetto Sphynx dalle tinte egizie, aveva conosciuto parecchi alti e bassi.
Dal 2013 in poi Nik, che oltre al suo sax di impronta freejazz con gli Hawkwind si faceva notare sul palco soprattutto per la sua presenza scenica teatrale e ‘urlata’, di cui sarebbero stati sicuramente fieri sia Arthur Brown che Peter Gabriel, è considerato un solista costantemente di qualità. Gli album solisti di Nik degli ultimi anni, più o meno, fanno impazzire la maggior parte dei fan degli Hawkwind, perché li contraddistingue quello space rock primordiale tipico della leggendaria band appena citata nel suo periodo più creativo e di maggior successo.
»Interstellar Energy« è l’ultimo progetto solista di Nik che, a differenza della maggior parte dei suoi lavori precedenti in solitaria, è completamente strumentale. L’album è nato in collaborazione con il tastierista/bassista Martin Glover (Killing Joke), che opera con lo pseudonimo artistico Youth, e con la formazione space rock Space Falcons, in cui spicca il chitarrista Bruce Welch. Nik e Youth avevano già collaborato in passato all’album »Pharaohs From Outer Space« (2018), una sorta di predecessore stilistico di »Interstellar Energy«. Quest’ultimo contiene sei composizioni, tra cui per durata spicca solo l’opener »Space«, che ti conquista all’istante con il suo mix di energiche pennellate di sax, eclettiche trame di sintetizzatori, ritmi ramificati, bizzarre improvvisazioni di chitarra ed effetti sonori elettronici. Al suono ricco contribuiscono molto anche le imprevedibili parti di violino firmate da Chris Barnett.
Proprio la durata ridotta è il difetto principale del disco, perché finisce nel momento esatto in cui ti ha conquistato e ‘ipnotizzato’ del tutto con il suo eclettico mix di space rock, musica ambient e psichedelia. Stilisticamente »Interstellar Energy« non è così vicino agli Hawkwind come certi lavori di Nik nati senza la collaborazione di Youth, visto che non ha la solita eccentricità vocale né la giocosità ritmica, mentre le improvvisazioni freejazz al sax stavolta sono un po’ ‘imbrigliate’; la sua forza principale, però, sta nel costruire con passione e insieme con delicatezza imponenti distese ambient ipnotiche, da cui parte ogni buon viaggio spaziale.
In »Cracker« le follie sassofonistiche di Nik trovano un’espressione ancora più piena rispetto al brano precedente, mentre i pattern elettronici spingono ancora più intensamente l’atmosfera futuristica, così tipica di questo genere. »Solar Probe«, forse addirittura il vertice del disco, potenzia ancora di più l’atmosfera futuristica e spaziale a 360 gradi, mentre le trame elettroniche suonano al tempo stesso arcaiche e nostalgiche. Nik non sarebbe Nik se nella parte finale non si concedesse qualche passaggio freejazz al sax, accompagnato con efficacia da armonie di chitarra.
»Tesla« ha un’atmosfera vagamente orientale, grazie all’uso di scale pentatoniche e di elementi ritmici della world music. In fondo sarebbe stato strano se Nik, grande appassionato di cultura e storia egizie, non avesse creato su »Interstellar Energy« almeno un pezzo con influenze di questo tipo. »Sygnus« vanta un’atmosfera energica che, grazie alla prova un po’ più rumorosa del batterista Richard Lanchester e alle massicce parti di organo (Hammond) di Matt Smith, su cui comandano i capolavori al sax di Nik, contiene anche qualche elemento hard rock. La conclusiva »Slider« è uno space rocker un po’ più compatto, con un pizzico di gustose parti di chitarra acustica e una gradita aggiunta di pianoforte, mentre il signor Turner, con le sue tipiche, scatenate imprese al sax, ancora una volta non lascia dubbi su chi sia la star principale di »Interstellar Energy«.
»Interstellar Energy«, che renderà felici la maggior parte dei buongustai dello space rock, è un valido seguito del predecessore »Pharaohs From Outer Space«, con Nik e Youth nei ruoli da protagonisti. Negli ultimi anni Nik ci ha viziati per bene con una serie di interessanti lavori solisti, tanto che ormai ci si aspetta quasi da lui una nuova avventura space rock di alto livello. Con »Interstellar Energy«, che non spinge più in là i confini dello space rock ma li consolida con successo, l’attesa del nuovo album degli Hawkwind sarà di sicuro molto più leggera.
Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik
Tracklist:
1. Space
2. Cracker
3. Solar Probe
4. Tesla
5. Sygnus
6. Slider
Formazione:
Nik Turner – sassofono
Youth – basso, mono sintetizzatore, drone
Bruce Welch – chitarra
Matt Smith – tastiere
Chris Barnett – violino
Will Hughes – basso, percussioni
Richard Lanchester – batteria
