On The Road 1981

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Camel
Etichetta: Camel Productions
Uscita: 1997
Voto: 4.5/5

Una sera magica, nel bel mezzo del tour di “Nude”, nel 1981, i Camel si fermarono a Londra, per la precisione al leggendario Hammersmith Odeon, e tirarono fuori un concerto indimenticabile. In formazione c’erano, oltre ai due membri originali, il chitarrista/cantante/flautista Andrew Latimer e il batterista Andy Ward, anche Colin Bass (ex-Steve Hillage) al basso e Kit Watkins (ex-Happy The Man) e Jan Schelhaas (insieme a Latimer l’unico membro ufficiale rimasto oggi nella band) alle tastiere. La loro idea, originale per l’epoca, di avere due tastieristi contemporaneamente, in questa registrazione dal vivo fa centro in pieno. Ma è solo uno dei tanti pregi di questo live perduto (e poi ritrovato). Su questo album dal vivo i Camel infatti riportano in vita quasi per intero la loro leggendaria storia del soldato giapponese che, in mezzo al caos della guerra, rimase dimenticato per decenni su un’isola sperduta.

Il concerto si apre con il classicone “Never Let Go”, dal loro primo album “Camel” (1973), un pezzo presente nelle scaletta live della band fin dalla sua prima comparsa. Nell’originale la voce è quella di Peter Bardens, ex tastierista del gruppo (dal 1971 al 1978), quindi qui è particolarmente interessante sentirlo nella versione cantata da Latimer. Da chitarrista fenomenale, con i suoi assoli da togliere il fiato e tutte le altre “spezie” di chitarra, Latimer riesce a esaltarti ogni volta. Segue un altro classico, “Song Within A Song” (Moonmadness, 1976), con un attacco straordinario di mellotron e tastiere sotto le dita di entrambi i tastieristi. Il mellotron e il magnifico flauto di Latimer creano una vera atmosfera esoterica. La sua voce, qui impostata su una tonalità più bassa, si fonde alla perfezione con l’atmosfera complessiva del brano. Particolarmente bella è l’interazione tra i due tastieristi e la chitarra di Latimer. Poi arriva una delle cose più maestose della band, l’epico strumentale “Lunar Sea” (Moonmadness, 1976), con uno dei migliori assoli di Latimer. Ward alla batteria è come al solito uno dei migliori nel suo “mestiere” e qui si supera. Le tastiere, poi, sono un capitolo a parte. Il pezzo si apre e si chiude con un’intro registrata dell’allunaggio degli astronauti sulla Luna. Questa versione di “Lunar Sea” è la migliore dal vivo che io abbia mai sentito, tra tutte le loro registrazioni live. Ascoltando questi tre classici degli anni ’70, con un suono così incredibile, è difficile credere che si tratti di un concerto dell’inizio degli ’80 e non dell’era classica del progressive rock. Dopo il “riscaldamento” iniziale arriva la vera leccornia per tutti gli amanti del loro concept album “Nude” (1981), uno dei migliori dischi di rock progressivo dell’inizio degli ’80, perché la band decide di colpo di suonare quasi per intero proprio quell’album. Tra i pezzi mancanti ci sono solo “Pomp & Circumstance”, “Please Come Home”, “The Homecoming” e “Lies”. Di questi mi manca solo la splendida “Lies”; tutti gli altri brani sono suonati in modo fenomenale e riescono a far rivivere lo spirito dell’album originale, in certi punti addirittura a superarlo. La “City Life”, dal taglio AOR, ci ricorda per un attimo che siamo a un concerto dell’inizio degli ’80 e non nell’epoca classica della band, cioè a metà anni ’70. È un ottimo pezzo AOR, con persino qualche elemento da hit, ma per i Camel è un brano relativamente atipico. Nel mezzo c’è il breve strumentale “Nude”, che fa da ponte verso il pezzo successivo. La ballata “Drafted” è sulla stessa linea, con elementi AOR, e calma l’atmosfera generale del concerto. Latimer ti toglie di nuovo il fiato con i suoi assoli malinconici. Come se le chitarre piangessero. È anche l’ultimo brano cantato della registrazione, perché poi seguono solo strumentali. Dopo tocca a “Docks”, che ridà dramma all’atmosfera con arrangiamenti di tastiera e assoli di chitarra di prima classe. L’atmosfera è davvero da pelle d’oca. Cresce ancora con l’ultra drammatica “Beached”, dove una linea ritmica velocissima e assoli a dita di fuoco creano una vera battaglia tra strumenti, che contribuisce anche alla parte di concept in cui inizia la battaglia sulla spiaggia. Segue l’esoterica “Landscapes”, che rilassa piacevolmente l’atmosfera con arrangiamenti splendidi su entrambe le tastiere e che, con il suo suono, regala davvero un’aria da isola del Pacifico. Questa atmosfera speciale si approfondisce con “Changing Places”, che ha un autentico tocco etnico nelle percussioni di Ward e l’indimenticabile flauto di Latimer. “Reflections” è un altro momento esoterico, dove dominano “soundscape” rilassanti. L’atmosfera poi torna a ribollire con “Captured”, che sciorina un’intera gamma di passaggi strumentali mozzafiato tra tastiere e chitarra. Il concerto si chiude con la trionfale “The Last Farewell”, ultimo atto di “Nude”, che lascia comunque tutto aperto.

Gli assoli di Latimer e le parti strumentali tolgono il fiato. E poi c’è l’interazione tra i due tastieristi, che si è rivelata una mossa di grandissimo successo. La band riesce a riportare in vita quasi tutto l’album “Nude” e in molti punti a superarlo. Allo stesso tempo riesce anche a mantenere il proprio suono riconoscibile, cosa che è uno dei rarissimi fenomeni del prog anni ’80, quando la maggior parte delle band progressive dei ’70 svendette la propria essenza al successo commerciale. I Camel, in quel periodo, nonostante la evidente commercializzazione di alcuni segmenti della loro musica, dimostrarono con successo che si poteva comunque ignorare le tendenze del momento e le pressioni delle etichette fameliche e continuare a suonare prog sinfonico di prima qualità. Perché per questa band il successo commerciale non è mai stato la priorità numero uno. Questo album dal vivo è la prova vivente che il rock progressivo classico, con l’arrivo degli anni ’80 e l’esplosione di new wave e punk, non è mai morto. Nessun vero fan della band, e ancor meno dell’album “Nude” , può restare senza questa registrazione eccellente, con una produzione davvero ottima, che la band nel 1997 ha pubblicato in proprio come bootleg ufficiale.

Formazione

Andrew Latimer – voce, chitarra, flauto
Colin Bass – basso, cori
Andy Ward – batteria
Kit Watkins – tastiere, flauto
Jan Schelhaas – tastiere

Produzione

Andrew Latimer & Chris Now

Tracklist

1. Never Let Go
2. Song Within A Song
3. Lunar Sea
4. City Life
5. Nude
6. Drafted
7. Docks
8. Beached
9. Landscapes
10. Changing Places
11. Reflections
12. Captured
13. The Last Farewell

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