Scintille prenatalizie con Bilbi (2012)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / SiTi Teater / Slovenia
Data del concerto: 21.12.2012
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 20,00€
Nel giorno in cui tremavano le montagne e doveva essere la fine del mondo, a portare un po’ di sereno nella capitale slovena ci ha pensato Maja Pihler Stermecki, per tutti “Bilbi”, con il suo show al SiTi Teater. Un concerto di Natale, con un’atmosfera di festa tutta sua. Sul balcone il sestetto corale Druga harmonija, sul palco accanto a Bilbi una squadra di musicisti niente male, a partire dal tastierista Davor Klarič, passando per il chitarrista Peter Dekleva e il bassista Luka Gaiser, fino al batterista Urban Krč. Insomma, Bilbi non lascia nulla al caso. Con una band così è davvero dura sbagliare. Anzi, non si può proprio. Basta che scatti la chimica giusta. E scatta.
Come sempre! Il solito orario. Alle otto di sera. Di venerdì. Nell’ambito del ciclo »SiTi za dobro glasbo«. L’ultimo concerto dell’anno per il SiTi Teater, quindi! Palco addobbato a festa. Pieno di palloncini al elio e lucine scintillanti. In mezzo a tutto questo, sul palco arriva a passettini Bilbi, con una parrucca bianca riccia e vaporosa, a prima vista più simile a una stravaganza alla Cindy Lauper che a una versione ebraica di Pippi Calzelunghe. Concerto diviso in due parti. La prima più solenne, più intima, e anche un po’ più trattenuta. Qui Bilbi poteva ancora ciondolare sui tacchi alti, perché poi è arrivata la seconda metà del concerto, che chiedeva ancora più energia e saltelli, il che significa che lo show è esploso davvero solo nella parte finale, ma ci arriviamo.
Bilbi ha salvato tutto con la sua splendida forma vocale, con un’interpretazione energica e ben condotta, che non ha escluso la carica caratteriale di quella natura accesa e civettuola tipica dell’espressione geografica «della Stiria». In effetti, ci è riuscita. Ci è riuscita nell’intento di rallegrare un centinaio abbondante di persone e di distogliere per un attimo i loro pensieri, appesantiti dalle cose di tutti i giorni, come ha saputo dire lei stessa in tempi che »là fuori non sono belli«.
Il repertorio ha ripreso i pezzi del debutto »Drobne slike« (2011), tra cui Ko tvoja sem še bla, Iskrice, Tisto ni bil maj, (verso la fine, immancabile) Hvala za vijolice, Kaj pa ti, Če srce se vname, Nič me ni sram, Jokala bom jutri, 505 s črto, (quasi dedicata a Klarič) Hipijska, Obljubi mi e quella »sul fare lo shampoo al cuore«, Drobne slike.
Bilbi ha alle spalle un chilometraggio enorme e un sacco di esperienza sul palco. La cornice sonora l’hanno costruita all’inizio, in gran parte dei brani, i sempre ottimi Klarič e Dekleva, e quando è entrata anche la sezione ritmica solida del duo Krč-Gaiser, ti dava davvero l’impressione di avere sul palco una mini orchestra, che nell’equilibrio dei suoi pezzi offre il sostegno ideale al carattere vocale di Bilbi. Da questo punto di vista si può dire che i brani abbiano subito un bel po’ di inevitabili mini trasformazioni chirurgiche. I fiati erano esclusi del tutto, così c’è stato più spazio per Klarič e Dekleva. Bilbi riempiva il quadro agitando il tamburello e ogni tanto »sbrilluccicando« col kazoo. L’acconciatura dei brani ha acquistato ancora più elementi di calore organico, che approfondisce il macramè di generi fatto di R&B, soul, spunti blues e perfino gospel, nell’universo per il resto pop della storia di Bilbi. Non dimentichiamo poi il contributo del sestetto corale, che si è fuso alla perfezione con l’autorità della prova vocale di Bilbi.
La serata Bilbi l’ha dosata da maestra, con un pizzico irresistibile di satira lucida fatta di battute che hanno rischiarato i volti dei presenti. Battute che si riferivano al messaggio dei versi dei singoli pezzi, come quello sui leggendari bomboni jugoslavi – la nostalgica »505 s črto«.
Nel gran finale della seconda metà del concerto, che Bilbi ha cantato completamente scalza – il che non significa che sul palco non abbia usato anche passi di derivazione jazz-ballet, il momento clou l’ha portato sul palco l’incontro con Miha Guštin »Gušti«. Il tipo, ancora caldo dalla notte prima, quando nella sala piccola della Hala Tivoli aveva scaldato quasi 3.000 teste prima dell’esibizione della leggenda dello Yu-rock Bajaga – reportage di RockLine QUI, su richiesta di uno dei fan di Bilbi si è travestito da Babbo Natale. Un lungagnone allampanato, con scarponi da boscaiolo, il pizzetto di Brincelj di Kekec e l’insolito costume rosso da Babbo Natale, cullava in grembo un ukulele a quattro corde e con Bilbi e compagnia ha eseguito tre pezzi, tra cui un riuscitissimo riarrangiamento dell’originale dei Big Foot Mama intitolato Črni tulipan (»Hello Chantal!«, se per caso stai leggendo), che ha ricevuto una sofisticata, succosa e organica rielaborazione, mantenendo tutta l’energia dell’originale, mentre il trucco soul-blues della prova vocale di Bilbi (in duetto con Gušti) e le soluzioni di arrangiamento della band funzionavano così bene che questa versione “convertita” potrebbe uscire senza problemi come singolo a sé. In un futuro prossimo. Bilbi con Gušti in duetto per Črni tulipan – una super combinazione, insomma.
Nel bis obbligatorio la band ha ripetuto Iskrice, Hvala za vijolice e Če srce se vname, e la serata, dopo quasi due ore, si è finalmente chiusa. La combinazione di Bilbi con la band rinnovata funziona alla grande. Speriamo che regga in questa forma il più a lungo possibile e che, magari, nel medio termine questa formula porti almeno a un’idea di base per i pezzi del prossimo album in studio della cantante.
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