The Enemy Inside

0 8

Artista: Prymary
Etichetta: Progrock Records
Uscita: 2009
Durata: 57:02
Voto: 3/5

I Prymary sono dei metallari progressivi americani della California meridionale, che si presentano con il nuovo, terzo album in studio. Anche “The Enemy Inside” è un concept, proprio come il predecessore “Tragedy Of Innocence”. Si confronta con il tema dei sogni non realizzati e dei traumi personali che l’individuo medio della moderna era umana si trova ad affrontare. I testi dei brani sono unità compiute (diciamo pure i capitoli del disco) in chiave confessionale, ma il motivo della disumanizzazione di cui sopra li lega come un filo rosso lungo tutta la durata dell’album.

I Prymary sono una band cupa. Nel loro modo di suonare devono tantissimo, prima di tutto, ai Dream Theater. Con la differenza che i Prymary sono molto più oscuri e mettono nel loro suono più spezie derivate dal metal delle origini, veloce o costruito in modo complesso e di vecchia scuola (lo speed metal), quello che si è sviluppato in Nord America lungo gli anni Ottanta. Cerchi indizi? Fates Warning. Sì. Eppure, dove ci sono i Fates Warning, ci sono vicini anche i “superprog” metallari Redemption. E c’è un’altra cosa. Il batterista Chris Quirarte è anche il batterista dei Redemption. Quindi i paralleli tra Prymary e Redemption non stupiscono affatto.

Il metal progressivo dei Prymary rientra nella categoria delle band più impegnative che la culla degli USA ci abbia regalato nella sua storia. Suonano in modo quasi matematico. I motivi si rincorrono a scatti e fanno procedere lo sviluppo dei brani in modo del tutto inaspettato. L’effetto shock è reso alla perfezione, il disco vanta una dinamica elevata e un’atmosfera ricca di ondate diverse. Insomma, il marchio dell’imprevedibilità è sempre presente, ed è molto, molto bene.

Dal punto di vista espressivo i Prymary non offrono niente di nuovo. Cercano di nasconderlo con la frammentazione delle canzoni, da cui il filo rosso lo tiri fuori solo dopo molti ascolti. Sì. “The Enemy Inside” è un album difficile da conquistare, adatto solo agli amanti del metal progressivo con i nervi più saldi. E non sarebbe interessante nemmeno un po’, se non ti lasciasse a bocca aperta con una tecnica eccezionale e una formazione accademica di alto livello. I Prymary sono estremamente abili. Vivono nelle scale e ci fanno amicizia in modo sfacciato. Suonano a una velocità folle, si passano i motivi come giocolieri esperti e li legano tra loro con passaggi pittoreschi, spezzati in chiave progressiva, con la stessa abilità con cui un ragno tesse la sua tela.

La produzione è eccellente e la band offre un’immagine viva, dinamica e movimentata, dove gli strumenti, con la voce piazzata al centro, raggiungono l’equilibrio desiderato. Il punto forte della produzione è soprattutto il basso lacerante, in primo piano, con colpi robusti che taglia letteralmente in due il quadro a furia di spinte. Quirarte è un maniaco della batteria che non ha niente da invidiare a Portnoy: sforna le combinazioni di passaggi più impossibili e, come in trance, sfrutta con maestria ogni minimo spazio per insaporirlo con un’acrobazia batteristica da capogiro. Poi c’è l’assolo di chitarra veloce da matti, che a tratti sembra non avere fine, tanto ardentemente abbocca all’esca dell’improvvisazione che gli viene offerta.

La voce, invece, è il fattore che in tutta la faccenda fa da setaccio per i fan. Offre un mix delle voci di Charlie Dominici (ex-Dream Theater, Dominici), Ted Leonard (Enchant) e Ray Adler (Fates Warning), ed è per giunta incredibilmente oscura. Quindi, voce alta. Puntata sulle tonalità acute. In più ha una leggera stridulità crepitante che, con l’aggiunta voluta di “singhiozzi”, può risultare infinitamente fastidiosa. Non sto dicendo che la voce sia incompatibile. È solo così diversa e sinusoidalmente monodimensionale che per gli ascoltatori più sensibili, quelli con la soglia di irritazione bassa, può “squarciare” la corteccia associativa del cervello. Insomma, chi accetta la voce così com’è sarà ripagato riccamente dalla musica di “The Enemy Within”. La voce cerca linee che nelle melodie scelte funzionano a tratti in modo volutamente psichedelico. Questo alternarsi tra melodia meno impegnativa e melodia impegnativa è tipico dell’arrangiamento nel finale epico di 20 minuti, Trial And Tragedy.

“The Enemy Inside” è infatti un album a cui in linea di principio non manca niente. Nel suo metal progressivo senza compromessi ti schiaffeggia da ogni cannone disponibile, tanto che dopo 57 minuti di ascolto ti ritrovi sfinito sulla tua poltrona. Proprio questa raffica infinita di motivi è l’elemento eccessivo che dimostra come la band non pensi granché a offrire una grande orecchiabilità melodica nel disco. Taglia e macina senza alcun freno e senza pensieri attraverso strutture complesse che ti entrano nelle orecchie solo dopo più ascolti. Sempre che ci entrino. Quando arrivi a Disillusion, infatti, questa ti ruberà anche l’ultimo briciolo di sanità mentale, tanto è invidiabilmente inascoltabile nella sua concezione (voce compresa).

“The Enemy Inside” è un album pesante, destinato agli ascoltatori più esigenti. Se ti piacciono i Dream Theater più recenti, i Redemption o i Pain Of Salvation, troverai sicuramente molte simpatie anche nei Prymary! Se riesci ad assorbire una voce così specifica e a farla tua, “The Enemy Within” ti darà una dose colma di piaceri musicali. Chi invece pretende una melodia chiara e definita, come la coltivano le band prog metal tipo Angra o Symphony X, non perda tempo con questo disco.

Formazione

Jackson Haskett – voce
Sean Entrikin – chitarra
Neil McQueen – tastiere
Rob Young – basso
Chris Quirarte – batteria

Produzione

Prymary

Tracklist

1. The Enemy Inside (Part 1) (4:27)
2. The Enemy Inside (Part 2) (4:33)
3. The Enemy Inside (Part 3) (2:45)
4. The Enemy Inside (Part 4) (4:18)
5. The Enemy Inside (Part 5) (2:14)
6. Inflicted (5:00)
7. Disillusion (6:15)
8. Edge of Discovery (6:57)
9. Trial and Tragedy (20:33)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie